sarebbe ecumenismo?

Il patriarca cristiano-caldeo fa il Ramadan. E incolpa Israele e USA di foraggiare l'Isis

Sconcertanti, le posizioni di Louis Raphael Sako. Pratica riti islamici, accusa l'Occidente e Israele di sostenere il Califatto e di essere i veri padroni di Iran e Arabia Saudita. E la Chiesa gli dà spago...

Alfredo Lissoni
Il patriarca cristiano-caldeo fa il Ramadan. E incolpa Israele e USA di foraggiare l'Isis

Foto YouTube

L'Isis è un alibi per dividere il Medio Oriente. Se ne dice convinto il Patriarca di Babilonia dei caldei, Louis Raphael Sako, sicuro che la guerra al Califatto terminerà (per sfinimento) con la divisione dell'Iraq su basi etniche. “Il piano è già pronto da tempo”, ha dichiarato, “e sarà la fine di ogni nazione araba e della convivenza in tutto il Medio Oriente”. Parte della responsabilità di questi sfascio intenzionale e programmato sarebbe, per Sako, della Turchia che “per anni ha finanziato di nascosto gli jihadisti dell'Isis, in funzione anticurda".


Il Patriarca è un personaggio anomalo; nei giorni scorsi ha invitato i cristiani d'Iraq a digiunare assieme ai loro concittadini musulmani "durante il mese sacro del Ramadan". L'iniziativa - il mescolare cristianesimo e Islam quasi che la religione fosse un supermercato ove ognuno prende solo ciò che meglio gli s'aggrada - ha suscitato numerose proteste all'estero, fra i cristiani. I musulmani iracheni invece sono stati contenti, ma probabilmente non per "spirito ecumenico", come crede il religooso, ma solo perché una volta di più il cristianesimo si è calato le braghe davanti all'Islam (convinto un giorno di convertirci tutti o, in alternativa, di eliminarci). Il "buonista" di turno però esulta: "Abbiamo solo voluto proporre un gesto cristiano: da cristiani, confidiamo che il digiuno e la preghiera, condivisi anche con gli altri, possono fare miracoli, mentre le armi e gli interventi militari ammazzano soltanto”, ha detto Sako alla Radio Vaticana.


Che sull'Isis, poi, ha un'idea a dir poco cospirazionista. “Ai turchi interessa una zona cuscinetto abbastanza tranquilla per poter risolvere la questione curda interna. Al confine è meglio l'Isis che uno Stato curdo forte”, spiega. Secondo Sako, l'Isis farebbe comodo “a tutti, perché, con la scusa di combatterlo, si sta dividendo il Medio Oriente in tante porzioni di territorio su base etnica e religiosa; è quello che vogliono Israele e gli USA. Le prove le hanno fatte in Iraq. Ora l'Iraq non c'è più, diviso in tre stati, il Sud sciita, il Nord curdo ed il triangolo sunnita, dove si scontrano al-Qaeda e l'Isis. Lo Stato islamico è l'ultimo pretesto per poter arrivare alla divisione del Medio Oriente in piccoli Stati senza potere. A guadagnarci sono i signori del petrolio, cioè Iran e Arabia Saudita e di riflesso i loro padroni, Russia, Stati Uniti e Israele”. Che questi tre Stati siano i "veri padroni" dell'Iran - che li odia e che vorrebbe sterminarli - è pura fantasia. Per non dire di peggio...

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