Pirata della strada

Donna investita e uccisa a Taranto col furgone da un pregiudicato romeno

Il 35enne, con precedenti penali per rapina e furto, ha falciato una donna di 41 anni che attraversava la strada, fuggendo senza prestare soccorso

Redazione
Donna investita e uccisa a Taranto da un pregiudicato romeno

Il furgone incidentato ritrovato a Taranto. Foto ANSA

È stato individuato nella notte e sottoposto a fermo dai carabinieri il pirata della strada che intorno alla mezzanotte del 16 giugno, nella città vecchia di Taranto, ha investito e ucciso una donna che attraversava la strada, Rosa Secci, di 41 anni, fuggendo senza prestare soccorso. Si tratta di un 35enne di nazionalità romena, che è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Due giorni fa i carabinieri avevano trovato, parcheggiato in una strada del centro cittadino, un furgone Renault Kangoo di colore bianco con numerose ammaccature, il paraurti e il parabrezza rotti, lo stesso mezzo che aveva travolto la 41enne. Il veicolo, sottoposto a sequestro, con targa romena, non è censito in Italia. La donna morta, residente nel borgo antico, era in compagnia della figlia 15enne che è riuscita a fermarsi in tempo per evitare l'impatto, la madre invece è stata travolta dal furgone; soccorsa e trasportata all'ospedale santissima Annunziata, è morta poco dopo il ricovero.

Il 35enne, da alcuni anni in Italia, ha precedenti penali per rapina e furto; è stato rintracciato all'interno di un'area di sosta degli autobus a ridosso del porto mercantile. Le telecamere di videosorveglianza della zona, pur non installate nel punto esatto in cui è avvenuto l'investimento mortale, hanno ripreso il successivo passaggio del veicolo-pirata, rinvenuto abbandonato e sprovvisto della targa anteriore persa nell'impatto. All'interno del mezzo, i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche hanno rinvenuto documenti da cui sono risaliti ad alcuni cittadini romeni, la cui collaborazione si è rivelata determinante per acquisire elementi utili a carico del pirata della strada: l'uomo è risultato abituale utilizzatore del veicolo. Gli inquirenti hanno spiegato che il 35enne "si è mostrato molto provato per l'accaduto" e "alla vista dei militari non ha tentato la fuga, ma si è lasciato andare ad un pianto liberatorio". Il pregiudicato è stato condotto in carcere, in attesa della richiesta di convalida del fermo da parte del pm Filomena Di Tursi al giudice delle indagini preliminari.

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