lutto nel mondo della cultura

Esclusivo / Giulio Giorello, il ricordo di una sua studente

La scomparsa del prof. Giulio Giorello, un valente filosofo eclettico, un epistemologo che con il suo pensiero agile e creativo ha saputo oltrepassare le rigide metodologie alla ricerca di una confluente sintesi tra realtà scientifiche ed evidenze umanistiche

Stefania Genovese
Giulio Giorello, il ricordo di una sua studente

L'autrice dell'articolo, di spalle, mentre si laurea con il prof. Giorello, il secondo da sinistra

Il mondo accademico (ma non solo) in lutto, per la scomparsa improvvisa del p rof.Giulio Giorello, docente di Filosofia della scienza, un pensatore originale, un professore severo ma al contempo dotato di una grande carica di socialità, di una dialettica semplice e colloquiale, ma altresì dotta e ricca di una ineguagliabile capacità di confrontarsi con molteplici tematiche, soprattutto quelle sconfinanti i consueti dettami universitari. Il prof. Giorello era affascinato, ammaliato dal sapere, ed era dotato della rara capacità di apprezzarlo e riconoscerlo in ogni forma di libera creatività umana. Una eredità desunta dal grande Paul Feyerabend che come lui, sconfessò le ideologiche e stereotipate forme di dogmatismo del metodo Popperiano; nel contempo rimase sempre un acuto sostenitore dei capisaldi della grande opera di J. Stuart Mill (il cui libro più amato e fondamentale, spesso portava con sé nelle conferenze). Ritengo che fu proprio grazie alla sua curiosità ed al suo mai pacato anelito verso ogni forma di sapere (persino la più inconsueta ed apparentemente illogica, fantasiosa o ilare rappresentazione ed espressione umana), che lo spinse ad accettare di diventare il correlatore della mia tesi, a dir poco ardita, e decisamente inusuale, sulla vita extraterrestre e sul fenomeno UFO.

A ragione di ciò rammento uno dei suoi primi commenti: "Mi raccomando però non mi scriva una tesi alla Dylan Dog o alla Martin Mystère!". Come laureanda sottoponevo a lui alcuni testi soprattutto stranieri di base filosofica ed epistemologica nonché mitologica, che mi erano stati dati da alcuni ingegneri del C.C.R. Euratom di Ispra, e lui li leggeva con grande passione ed interesse. Mi consigliò anche testi accademici come Extraterrestrial life Debate, che ripercorreva la credenza nella vita extraterrestre da parte di illustri filosofi nei secoli passati. Quando decisi il titolo della tesi, La mitopoiesi ufologica (ispiratami dal libro di Kolakowsky Presenza del mito) ne fu molto entusiasta. Con lui ebbi diverse dissertazioni sulle tematiche mitologiche e filosofiche insite nella creazione della credenza negli UFO a cui ineriva realmente una vastissima e complessa letteratura, affascinante, talune volte discutibile, ma anche essa dotata di un sostrato di storia, scienza, tradizione, psicologia, cagionati da una multiforme ed affascinante eziologia. Così il prof. Giorello seppe cogliere questi aspetti, ed il grande sapere sotteso anche ad una tematica apparentemente risibile ed irrazionale.

Furono dunque la sua passione nei confronti dell'anarchismo teorico ed umanitario e conseguentemente la sua volontà di apprezzare e valorizzare anche le produzioni umane e le discipline più alternative e relativistiche a renderlo uno studioso brillante ed aperto in grado di confrontarsi con eminenti figure religiose (ricordiamo il cardinal Martini ad esempio), o con studiosi di svariate discipline quali Elio Sindoni, Edoardo Boncinelli, Umberto Veronesi, o con astronomi ed astrofisici (come la prof. Margherita Hack, ad esempio, di cui disse una volta leggendo un libro inglese sulle leggende UFO: "Questo libro piacerebbe molto alla mia amica Margherita; in fondo un po' ci crede agli UFO"; per non omettere fumettologi e scrittori di science-fiction. Come gli argomenti appassionanti dei suoi esami così anche tutti i suoi scritti erano ricchi di interesse e molto coinvolgenti; curatore della collana Scienza ed Idee edita dalla Raffaello Cortina editore, promosse autori avvincenti che seppero offrire una divulgazione scientifica colloquiale, intrigante ed apprezzabile dai più. Sostenitore pervicace della importanza del pluralismo scientifico, e della necessità di sforare dalla eccessiva serietà di una scienza apodittica e monolitica, era un esploratore illuminato e giocoso della creatività umana e perciò grande estimatore di Topolino e Tex Willer.

Mi auguro che il suo insegnamento, il suo inno alla libertà contro ogni autarchismo e forma di autoritarismo da qualunque eminente o sacro ambito provenisse continui ad echeggiare nelle sue opere e nella sua profonda, a volte anche eretica, ma sempre pregevolissima eredità intellettuale. Di ciò ne saranno validi testimoni tutti i suoi studenti, i suoi assistenti e tutti coloro, tra cui me stessa, che hanno avuto il privilegio e l'onore di conoscerlo personalmente e di dialogare con lui.

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