Anomalia su registri cartacei

Scontro di Andria. Il capostazione: "L'alterazione dell'orario non è mia"

Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l'errore compiuto che ha portato al disastro

Alfredo Lissoni
Scontro di Andria. Il capostazione: "L'alterazione dell'orario non è mia"

Foto ANSA

Lungo interrogatorio per il capostazione Vito Picarreta nell'ambito delle indagini sullo scontro tra treni avvenuto il 12 luglio scorso. L'uomo ha disconosciuto l'alterazione fatta a penna sul registro di partenza del treno dalla stazione di Andria. Lo si apprende dal difensore, Leonardo De Cesare. L'alterazione riguarda l'orario di partenza del treno da Andria (alle 10.58) che si è scontrato con quello proveniente da Corato. Quello che è scritto sotto la modifica fatta a penna sul registro cartaceo non è leggibile.


La presunta alterazione riscontrata dagli investigatori, che indagano sul disastro avvenuto il 12 luglio in Puglia che ha provocato 23 morti e 50 feriti, riguarda i registri di viaggio della stazione di Andria e, in particolare, l'annotazione, modificata a penna in modo "evidente", dell'orario di partenza del treno ET1021, che si è poi scontrato con quello proveniente da Corato ET1016. L'alterazione è stata riscontrata dagli investigatori che indagano sullo scontro dei due treni in Puglia che ha provocato 23 morti. Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l'errore compiuto che ha portato al disastro.


Il fatto di avere due treni fermi in stazione, ad Andria avrebbe indotto ad un automatismo il capostazione Piccarreta, che ha ammesso davanti ai pm di aver fatto partire il treno ET1021 diretto verso Corato, che si è poi scontrato con il treno ET1016. Lo si apprende da fonti investigative al termine dell'interrogatorio di Piccarreta. Il convoglio fermo ad Andria e diretto verso Corato - secondo le indagini - non doveva partire perché Piccarreta sapeva che da Corato era in arrivo un altro convoglio, che lui stesso stava aspettando in stazione. Piccarreta, quindi, dopo l'arrivo in ritardo di 23 minuti ad Andria del primo treno proveniente da Corato (l'ET 1642), avrebbe agito in base ad un automatismo generato dal fatto di avere due treni fermi in stazione: ha alzato la paletta e ha fatto partire tutti e due i convogli, il primo verso Corato, l'altro verso Barletta.


Questo alle 10.59. Attorno alle 11.07, un minuto circa dopo il disastro, risulta dai tabulati acquisiti dalla polizia, il capostazione di Andria ha chiamato il collega di Corato e lo ha avvertito di aver dato la partenza al treno. A quell'ora nessuno dei due capistazione sapeva che c'era stato il disastro ferroviario.

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