Oltre 300 gli atleti positivi

Doping: la Russia rischia l'esclusione dalle Olimpiadi, sospeso viceministro allo Sport

Il Comitato olimpico è pronto al bando per tutti gli atleti della Federazione russa, il presidente Putin: "Pericolosa commistione sport-politica"

Redazione
Doping: la Russia rischia l'esclusione dalle olimpiadi di Rio, sospeso il viceministro allo Sport

Il presidente russo Vladimir Putin. Foto ANSA

Il presidente del Cio Thomas Bach afferma che l'ente è pronto "alle più dure sanzioni" contro la Russia, accusata dalla relazione del consulente dell'agenzia mondiale antidoping Richard McLaren, che parla di un vero e proprio programma di "doping di Stato" con la collaborazione dei vertici del ministero dello sport e dei servizi segreti. Il bando, secondo quanto ha chiesto dall'agenzia internazionale antidoping Wada al Cio, deve essere esteso "a tutti i team della Russia" e anche ai suoi "dirigenti e funzionari governativi": molto probabile che la Russia venga esclusa totalmente dai Giochi di Rio 2016.

Dalle 90 pagine del rapporto di McLaren emerge "un inedito e scioccante attacco all'integrità dello sport e dei Giochi Olimpici". Il programma di somministrazione di sostanze proibite è andato avanti perlomeno dai Giochi invernali di Vancouver 2010 al 2015, coinvolgendo tutti gli sport e 312 atleti. Molti di loro mettevano da parte urina pulita nei periodi di "disintossicazione" per creare una vera e propria banca di pipì pulita poi congelata per essere utilizzata quando serviva. Gli agenti dell'ex Kgb provvedevano, come successo in occasione dei controlli di Sochi 2014, a manomettere i flaconi svitando i tappi delle provette senza lasciare tracce: quando venivano avvisati che qualche atleta di casa era risultato positivo, falsavano i risultati dei test. McLaren sottolinea nel rapporto che le sue conclusioni sono supportate da prove evidenti, e che non ci sono dubbi sul fatto che quanto avveniva fosse al corrente, in quanto direttamente coinvolto, il viceministro dello sport Yuri Nagornykh.

Vladimir Putin risponde minacciando un "repulisti": la sospensione temporanea dai loro incarichi di tutti i dirigenti pubblici accusati dall'agenzia mondiale antidoping di essere coinvolti nello scandalo. Chiede all'agenzia mondiale antidoping di "fornire un'informazione più completa, obiettiva e basata sui fatti per tenerne conto nell'indagine da parte degli investigatori russi" e denuncia che "le accuse agli atleti russi si basano sulle deposizioni di un solo uomo, dalla reputazione scandalosa": il riferimento è all'ex direttore del laboratorio antidoping di Mosca, Grigory Rodchenkov, che in un'intervista al New York Times ha confessato di aver aiutato a doparsi decine di atleti (almeno 15 dei quali risultati vincitori di medaglie ai Giochi di Sochi) di concerto con il ministero dello Sport e col sostegno dei servizi segreti russi.

Per Putin sono tutte fandonie: "Abbiamo sempre espresso nettamente la nostra posizione, nello sport non c'è posto per il Doping", scrive sul sito internet del Cremlino. Poi passa al contrattacco: "Il movimento olimpico, che ha un colossale ruolo unificatore per l'umanità, potrebbe di nuovo trovarsi sull'orlo di una scissione", avverte tracciando un parallelo tra "la non facile atmosfera che si sta creando attorno allo sport internazionale" e la situazione "all'inizio degli anni '80", quando "molti Paesi dell'Occidente per l'intervento delle truppe sovietiche in Afghanistan boicottarono le Olimpiadi di Mosca, e quattro anni dopo l'Urss per ritorsione rispose con il boicottaggio dei Giochi di Los Angeles".

Il Comitato olimpico russo sostiene che sarebbe sbagliato impedire agli atleti "puliti" di partecipare ai Giochi di Rio. "Siamo categoricamente in disaccordo con chi ritiene la possibile esclusione dai Giochi di centinaia di atleti russi puliti un'accettabile conseguenza spiacevole delle accuse presenti nel rapporto". Secondo il presidente Putin la comunità internazionale è testimone di "una pericolosa ricomparsa della politica che interferisce con lo sport", intanto il viceministro dello Sport russo Iuri Nagornykh è stato sospeso dall'incarico fino alla fine dell'inchiesta interna: il premier Dmitri Medvedev ha firmato l'ordine relativo.

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