bruxelles si sveglia

Golpe turco: per l'Ue era tutto organizzato. Ed intanto l'Iran batte le mani

Secondo il commissario europeo le Politiche di vicinato, Johannes Hahn, la lista di "prescrizione" era già pronta

Alfredo Lissoni
Golpe turco: per l'Ue era tutto organizzato? Ed intanto l'Iran batte le mani

L'Europa bacia i piedi di Erdogan, in un carro satirico a Mainz, Germania

A Bruxelles si svegliano e, dopo aver insistito per anni sul fatto che la Turchia dovesse entrare in Europa, adesso si dicono preoccupati per gli arresti di massa (con tanto di reintroduzione della pena di morte). "Avere pronta una lista come quella nel giro di poche ore è qualcosa che poche amministrazioni sarebbero in grado di fare". Lo ha detto il commissario europeo le Politiche di vicinato, Johannes Hahn, lasciando intendere, durante l'audizione davanti alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo sul fallito golpe in Turchia, che la lista di "prescrizione" era già pronta. Agli eurodeputati della Commissione esteri, riuniti in sessione straordinaria, Hahn ha ricordato che "sono stati condotti oltre 8.000 arresti nell'esercito" e circa 2.800 all'interno del settore della giustizia, "circa il 20% della magistratura".


Il Commissario all'allargamento ha poi sottolineato che "non è un segreto che nella magistratura ci fossero gruppi di persone vicine a Fetullah Gulen", oppositore dell'attuale presidente turco, Recep Tayip Erdogan. "Sollecitiamo le autorità turche a esercitare moderazione e a rispettare lo stato di diritto nello svolgimento delle necessarie indagini, a garantire processi equi a tutti i detenuti e a rilasciare tutti coloro contro i quali non vi sono prove concrete di aver preso parte ad azioni criminali. Un arretramento nel campo dei diritti umani è l'ultima cosa di cui la Turchia ha bisogno", denuncia Amnesty International. In assenza di numeri esatti, le autorità turche hanno riferito che venerdì notte 208 persone sono state uccise e oltre 1400 ferite a Istanbul e Ankara. Tra le persone uccise figurano 24 "complottisti", alcuni dei quali sarebbero stati linciati dopo che avevano cercato di arrendersi. Tra le vittime, figurano anche civili scesi in strada a fronteggiare carri armati ed elicotteri in risposta all'appello a protestare rivolto dal presidente Erdogan.

Nei giorni successivi al fallito colpo di stato, ricorda Amnesty, le autorità turche hanno avviato rapide purghe all'interno dell'esercito, del potere giudiziario e dell'amministrazione civile del ministero dell'Interno: 7.543 "complottisti" arrestati, 318 dei quali posti in detenzione preventiva; 7.000 poliziotti sospesi, 2.700 giudici e procuratori rimossi dall'incarico (appena meno di un quinto del personale della magistratura), 450 dei quali arrestati.

Chi invece se la gode è il presidente iraniano Rohany (sì, lo stesso ospitato in aprile da Renzi, con tanto di statue classiche inscatolate per non turbarne la "sensibilità") che ha inviato un "forte messaggio di solidarietà della Repubblica Islamica iraniana al governo turco dopo il fallito golpe militare". "Siamo stati sempre totalmente dalla parte del governo legittimo in Turchia e continueremo a esserlo", ha detto Rohani in un comunicato emesso oggi dal suo ufficio e "twittato" dallo stesso presidente. In un successivo tweet il presidente iraniano ha scritto: "Noi siamo molto soddisfatti oggi per il ritorno della sicurezza e la stabilità in Turchia". "La stabilità della Turchia", ha aggiunto Rohani, "è una questione di estrema importanza per l'Iran e tutta la regione, in particolare nella lotta al terrorismo regionale". E a questo punto il piano del fondamentalismo islamico è chiaro ed evidente. Una Turchia più "dittatoriale" e meno laica è esattamente nelle corde della Repubblica Islamica iraniana...

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