scoperta scientifica

Movimenti incontrollati? Tutta colpa dei neuroni

C'è un segreto in comune nei movimenti incontrollati di patologie tra loro diverse, quali sono malattia di Parkinson, distonia e malattia di Huntington

Redazione
Movimenti incontrollati? Tutta colpa dei neuroni

Grazie a uno studio pubblicato da Nature Neuroscience si scopre che c'è un segreto in comune nei movimenti incontrollati di patologie tra loro diverse, quali sono malattia di Parkinson, distonia e malattia di Huntington. L'ipercinesia di cui soffrono pazienti affetti da patologie così diverse, hanno tutti in realtà un problema in comune: l'incapacità dei neuroni di tornare a riposo dopo essere stati stimolati per apprendere un movimento.

I neuroni coinvolti sono per la precisione quelli dello striato, una regione interna del nostro cervello deputata a organizzare il movimento. Gli stimoli elettrici che li sollecitano producono effetti di due tipi. Gli scienziati chiamano uno LTP (long term potentiation) e l'altro LTD (long term depression). Immaginiamo per un attimo di osservare questi impulsi elettrici con un tester: è come se la lancetta, quando il neurone è a riposo, fosse sullo zero. Se poi il neurone riceve un impulso LTP la lancetta si sposta verso il positivo. Se riceve un impulso di segno opposto, quale la LTD, si muove verso il negativo. Attraverso questi impulsi di opposte direzioni noi impariamo da bambini, per progressivi aggiustamenti, a muovere mani e braccia, a camminare, ad andare in bicicletta. Poi, per tutta la vita, grazie ai medesimi impulsi, i neuroni del nostro cervello guidano i movimenti, li adattano  all'ambiente, ne correggono quando necessario la traiettoria e in generale li tengono sotto controllo come movimenti volontari.

"Questo meccanismo", ha spiegato la neurofisiologa Veronica Ghiglieri, "funziona tuttavia solo finché i nostri neuroni conservano la capacità di tornare alla posizione 'zero' dopo ogni LTP o di poter esprimere un comportamento del tipo LTD. Ed è proprio questa incapacità di 'downscaling' che è comune ai pazienti affetti da malattia di Parkinson, distonia e malattia di Huntington".

L'aspetto più caratteristico dello studio è il fatto che una causa comune dell'ipercinesia sia stata riconosciuta in pazienti con patologie di origine tanto diversa, come appunto una malattia neurodegenerativa con cause multifattoriali, quale è la malattia di Parkinson, accanto a patologie di origine genetica come distonia e malattia di Huntington.

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