Nell'Era Social meglio sbandierare le epurazioni

Le purghe staliniane erano giochi da ragazzi: ora c'è Erdogan

Piazza Taksim e i luoghi della laicità dello Stato verranno cancellati

Alessandro Morelli
Le purghe staliniane erano giochi da ragazzi: ora c'è Erdogan

Cancellare la democrazia e farsene un vanto. Recep Tayyip Erdogan, il tiranno turco che con l'(auto?)golpe ha visto cancellare qualunque opposizione interna, sta sbandierando a tutti i media internazionali i risultati ottenuti nel reprimere ogni dissenso interno.


Rispetto alle dittature dello scorso secolo Erdogan sta tenendo una linea comunicativa innovativa: non solo colpevolizzare l'avversario ma rendere il più possibile pubblici a livello internazionale i "successi" ottenuti. Nell'era dei social media, delle foto e video a disposizione di tutti con un semplice cellulare è inutile negare le evidenze, dunque meglio farne un vanto malgrado sia una realtà terribile, questa la grande novità dell'era social. Per questo la propaganda di regime si fa beffe della democrazia dando il massimo risalto possibile alle epurazioni in corso tanto che perfino l'agenzia ANSA le diffonde. Oltre ai 302 morti sono state arrestate 9.322 persone di cui 118 tra generali ed ammiragli e 1.350 gli ufficiali. Sono 6.000 gli altri militari finiti dietro le sbarre. In cella sono finiti anche centinaia di giudici. Ma il numero cresce di ora in ora ed è persino difficile starvi dietro, tanto è l'impegno del Premier nell'allungare una lista di proscrizione degna delle migliori purghe staliniane.

A farne le spese anche i dipendenti della presidenza del consiglio, dove 257 funzionari sono stati licenziati e privati dei documenti e badge. Tra i più colpiti il ministero dell'interno, dove 8.777 persone sono state allontanate dal proprio ufficio e private del proprio incarico, tra queste 7.899 poliziotti, 614 ufficiali di gendarmeria, 30 prefetti e 47 responsabili di distretto. Il ministero della Pubblica Istruzione ha sospeso 15.200 insegnanti, ritirando la licenza ad altri 21.000 che lavorano nel settore privato, un totale di 36.200 insegnanti silurati. Sono invece 1.577 sono invece i rettori o i presidi di facoltà ai quali sono state chieste le dimissioni, 1.176 impiegati statali e 401 dipendenti di fondazioni universitarie private.


Le epurazioni non hanno risparmiato il ministero delle Politiche sociali e familiari dove 393 tra funzionari e dipendenti sono stati silurati e neanche il direttorato degli Affari Religiosi, dove 3 muftì, 1 capo dipartimento, 1 consigliere sono tra i 492 che hanno perso il posto. Il premier Binali Yildirim ha poi annunciato la sospensione di 1.500 dipendenti del ministero delle entrate. Colpiti anche i servizi segreti governativi, il Mit, dove 100 ufficiali dell'intelligence non operativi hanno perso il posto, stessa sorte per 25 funzionari dell'Authority del mercato dell'Energia (Epdk). Si sa, in queste operazioni anche i simboli vanno colpiti ed infatti Erdogan ha annunciato che verrà chiuso lo storico Centro culturale di Ataturk prevedendo al suo posto il primo teatro dell'opera a piazza Taksim e anche la realizzazione di una nuova moschea. Piazza Taksim e il Gezi park sono stati a lungo stati considerati i simboli della laicità in Turchia.

Inoltre, il presidente turco ha annunciato: "Riuniremo il Consiglio di Sicurezza Nazionale e dopo la riunione annunceremo un'importante decisione". Una dichiarazione che appare come una vera e propria minaccia.

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