Intervista all'opinionista televisivo

Karaboue: "La Francia? Grande esempio di integrazione e globalizzazione"

"Se non li integri, li radicalizzi. E li radicalizzi tu. Definiamoli terroristi, non terroristi islamici: sono delle mele marce. Il modello d'integrazione francese non è fallito"

Marco Dozio
Karaboue: "La Francia? Grande esempio di integrazione e globalizzazione"

Foto da Facebook

“Se non li integri, li radicalizzi. E li radicalizzi tu”. Ribalta le prospettive Michele Karaboue, origini ivoriane, docente all’Università degli studi di Napoli, opinionista televisivo, alfiere dell’integrazione, già consulente del governo. E non vuole che i terroristi islamici siano definiti tali. Preferisce omettere la matrice religiosa e ideologica, com’è ormai abitudine dei grandi media inchinati al politicamente corretto. E sostiene che la Francia sia un grande esempio di integrazione e globalizzazione.

Alla luce della strage di Nizza non crede che occorra rivedere l’impianto generale su immigrazione e accoglienza? Il fatto che il terrorista islamico non fosse un estremista di provata militanza non è ancor più allarmante?
La questione certamente pone interrogativi nuovi. Ma sono sempre stato dell’idea che l’estremismo non possa avere una rivendicabilità da un punto di vista religioso. È un errore parlare di terrorismo islamico. Dobbiamo parlare di terroristi, di criminali, evitando la definizione di islamico. Occorre riflettere anche sulle politiche di sicurezza nazionale. Ma questo non deve intaccare le prerogative dell’accoglienza. Non dico che debbano entrare tutti o che non servano controlli. Ma bisogna sviluppare il sistema dell’accoglienza, da questo non si può prescindere.

In concreto cosa significa?
Se noi non realizziamo politiche di integrazione, corriamo il rischio del sistema francese. Ghettizzare persone che vorrebbero integrarsi nel tessuto sociale, che vorrebbero avere dei propri spazi, significa contribuire a sedimentare una situazione di odio e di rancore che può tradursi in atti criminali. Ovviamente non voglio giustificare un atto di terrorismo per un mancato processo integrativo, questi sono criminali e vanno etichettati come tali. Ma eviterei, come ho detto, la definizione di islamico. Se queste persone trovano un muro, allora si crea il terreno fertile che porta alle perversioni a cui stiamo assistendo.

Perché non parlare di terrorismo islamico? Sarebbe come se non avessimo parlato di terrorismo rosso o nero negli anni di piombo.
Lei pensa che la religione islamica ami attuare situazioni di morte? Le Brigate rosse erano una questione politica, radicalizzata ma politica, inserita in un determinato contesto sociale. Niente di paragonabile all’islam.

Quindi cosa bisogna fare?
Se non attuiamo politiche serie di integrazione fra 30 anni saremo come la Francia. Penso che la Lega debba avere una sua ricetta per le politiche di integrazione, ma non le vedo. Eppure anche la Lega dovrebbe proporre un sistema di integrazione. Se non li integri, li radicalizzi. E li radicalizzi tu.

Non è un ragionamento giustificatorio? Qual è il modello di integrazione a cui fare riferimento? Quello francese è fallito così come quello britannico.
Il modello francese non è fallito, o lo è solo in parte. In Francia esistono tantissime realtà d’integrazione. Il sistema francese non è fallito nel suo complesso. Stiamo parlando di mele marce. La Francia è un grande esempio di integrazione e globalizzazione. Il problema è il radicalismo, l’ortodossia. Il modello comunque non deve essere la Francia, a mio avviso. Occorre un’integrazione 2.0. Non bisogna copiare sistemi altrui, bisogna capire cosa è successo in un determinato territorio e fare tesoro di quell’esperienza per generare un nuovo sistema di integrazione italiano, che comprenda eventualmente anche le sensibilità ispirate da un partito che è stato e vuole essere di governo come la Lega.

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