appello animalista

S.O.S. Collarino Rosso

A Trani un'associazione fondata da una combattiva signora sessantadueenne si impegna per aiutare gli animali randagi, se pur tra mille difficoltà e con pochissime sovvenzioni

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

S.O.S. Collarino Rosso

Tra i miei contatti Facebook e tra le molte associazioni animaliste che seguo, recentemente sono rimasta molto colpita da quella gestita e fondata sette anni fa dalla signora Irene Carbonara; una signora pugliese che ventiquattro ore al giorno, per trecentosessantacinque giorni all'anno, si adopra per aiutare e soccorre animali in difficoltà, soprattutto felini (ma a volte anche cani), abbandonati in questa stagione,  e per proteggere le colonie feline spesso trascurate o maltrattate da gente priva di cuore e di una minima sensibilità (tanto per raccontarvi,  ho visto alcune foto di una micetta con il pelo pieno di gomme da masticare, e di sporcizia varia, denutrita e quasi congestionata, tornata alla vita grazie alle cure di Irene). Al telefono Irene mi racconta di trovarsi ancora una volta dal veterinario con una micetta malata prelevata da una colonia felina; non ha mai tempo per se stessa, i suoi figli sono grandi ormai ed autosufficienti e allora tutte le sue energie, tutta la sua vita ruotano attorno all'accudimento e nella profusione di affetto nei confronti  di tante bestiole innocenti destinate ad una fine tragica.


Questa signora, il cui aspetto ho potuto osservare nelle foto del suo profilo, alcune in cui tiene in braccio molti gattini oppure, durante una conferenza, o altre dove aspetta seduta il suo turno in un ambulatorio con un trasportino sulle gambe, ha una voce molto giovanile, forte, decisa, anche se mi confessa di essere sempre molto impegnata nella sua causa, di avere dei problemi di salute e di stanchezza per la grande responsabilità che grava su di lei, e per il grande lavoro che d'estate si accresce sempre più. Tuttavia niente mina o spossa la sua dedizione verso i randagi, verso creature che nessuno difende, che spesso vengono scacciate o uccise con crudeltà, persino spargendo del veleno dove esse dimorano. Ma Irene non si lamenta del suo stato, lei ostinata continua la sua battaglia; ma sono le istituzioni che non la sorreggono, il nulla e l'indifferenza che la circondano a spossare il suo spirito. E' il disinteresse di tanta gente, che invece dovrebbe almeno cercare di procurare un posto ove poter accasare almeno temporaneamente queste bestiole finchè non vengano adottate.


Sì perchè gli animali recuperati e salvati dalla strada vengono messi "in stallo" presso Irene o altre case private, da persone che si premurano di ospitarle spesso a loro spese, ed è difficile continuare a tirare avanti così nella semi-indigenza e nel menefreghismo generale persino delle ASL, il cui compito sarebbe anche quello di sostenere persone come Irene. Qui non siamo al Nord dove i rifugi e le associazioni, riescono ancora a campare, appoggiandosi a qualche fondo stanziato dalla Regione o dove comunque Lega Ambiente o altri enti o a qualche facoltoso donatore, "una tantum" si ricordano di offrire del denaro o di mettere a disposizione qualche luogo per gli animali abbandonati. E difatti Irene rammenta che molte donazioni vengono proprio dal Nord Italia, e ne è veramente grata: persone di grande sensibilità che si commuovono nel vedere la triste situazione in cui versano questi animali, persone che ammirano Irene e che hanno stima di lei, consentendogli anche con il loro piccolo obolo, di andare avanti..."Anche i 5 euro ci fanno comodo, perchè ormai siamo al collasso" dice Irene.


Gli iscritti non sono moltissimi ma i volontari sono quelli che difettano maggiormente (nonostante che a Bisceglie, Trani, Barletta, Andria e Bari ce ne siano pochi ma eccezionali); pure, molti cittadini si accollano l'onere di mantenere nelle proprie case intere cucciolate di gattini. E tutto ciò lo si può osservare su FB; dove spiccano post, e dove si resta "colpiti al cuore" nel vedere gli occhi di questi piccoli ed indifesi cuccioli gettati via come rifiuti. Irene sottolinea spesso, quanto sia importante la sterilizzazione proprio per prevenire che tante creature vengano al mondo per patire fame o per incorrere, molto spesso ad una morte atroce, (investiti, sfiancati dal caldo e dalla denutrizione). Inoltre, questa audace volontaria ribadisce giustamente che le colonie feline dovrebbero essere salvaguardate per legge; infatti in molte città italiane è il Comune che deve provvedere ad esse, garantendo assistenza veterinaria, e provvedendo nel contempo a a controllare demograficamente il numero dei gatti, tutelandoli da ogni forma di abuso e di maltrattamento. L'Asl deve assicurare protezione ed offrire la sterilizzazione gratuita: purtroppo questo non accade in questa graziosa cittadina pugliese rinomata per le sue incantevoli bellezze naturali e storiche. Ed io non posso che pormi indignata queste riflessioni...


Ma dove sta la civiltà nella nostra Italia? Perchè, nonostante le numerose campagne per difendere i diritti degli animali, non notiamo un reale cambiamento, almeno poter constatare una diminuzione dei reati contro di loro e della percentuale di abbandoni estivi...Siamo pronti ad esultare non appena viene varata una nuova legge contro chi si macchia di efferatezze e negligenza verso i pet, ma poi, sono realmente perseguiti questi dissennati colpevoli? Così alla fine dobbiamo ringraziare persone come Irene Carbonara che trascorrono la loro vita a prendersi carico degli animali lasciati soli a se stessi, perchè in questa nazione sempre pronta a sbandierare "etica comoda" per le cause perse, con lo sguardo sempre rivolto all'altruismo eterodiretto, non ci sogniamo minimamente di affrontare i problemi e le disgrazie che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi. Più volte è stato sottolineato da molti etologi, filosofi ed animalisti quanto il discrimen tra amore per gli animali ed amore per il prossimo sia alquanto sottile. E non perdano tempo le ipocrite anime belle a discettare se è sia giusto o meno posporre il bene di un animale a quello di una persona umana. Sono la stessa medesima "ratio"; perchè è dovere di una civiltà matura e consapevole provvedere a tutelare i propri cittadini, ed anche gli animali, che sono ormai stati legalmente equiparati allo stesso medesimo livello.  Perchè noi dobbiamo sforzarci a vivere e ad agire nel qui ed ora, senza più tentennamenti ma con la consapevolezza che amare gli animali, rispettare la Natura è soprattutto un nostro dovere imprescindibile dalla nostra stessa esistenza di persone evolute ed educate.


Approvo molto una considerazione di Irene: "Vorrei tanto insegnare ai bambini ad amare gli animali e ad accudirli". In questa frase è racchiusa una incontestabile saggezzza; perchè Irene ha compreso quanto sia importante istruire le nuove generazioni al rispetto degli animali; perchè è proprio attraverso questo passaggio che si forgiano personalità che sapranno apprezzare il valore del rispetto, la condivisione, l'altruismo e creare validi legami empatici e sociali, rinnegando una società spietata e consumista che rende i più deboli, siano essi uomini o animali, oggetti inferiori e privi di consapevolezza. Cara Irene, grazie per il tuo lavoro, la tua dedizione, la tua forza; e tutti coloro che desiderano sostenere questa grande persona, possono cliccare sulla sua pagina FB, oppure andare sulla pagina ufficiale del Collarino rosso: http://www.ilcollarinorosso.altervista.org/

Oppure utilizzare un Bonifico bancario, codice IBAN: IT72S0760104000000097239768 intestato ad "Associazione Il Collarino Rosso Trani". O fare una donazione a mezzo PostePay: 4023 6006 7365 0349 intestato a Irene Carbonara, codice fiscale CRBNNI54B56A662A.

Un pensiero anche piccolo può significare molto per Irene e l'associazione "Collarino Rosso". Anche da parte mia, un grazie dal profondo del cuore.

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