l'ultima follia

Sanzioni alla Siria, ennesima idiozia europea

Chi ci rimette per le scelte scellerate della Ue in materia di politica internazionale? Guarda caso, l'Italia. Ma anche il Medio Oriente, devastato dall'avanzata dell'Isis, contro il quale si fa poco o nulla

Giacomo Cangi
Sanzioni alla Siria

Fonte thejewishwars.blogspot.com

Per capire l'idiozia di questa Unione europea è sufficiente vedere chi sono i paesi da essa sanzionati. Nel 2014 Bruxelles sanzionò la Russia a causa della crisi in Ucraina. Chi ci ha rimesso? L'Italia. Il 26 marzo di quest'anno il sito del quotidiano La Repubblica scrisse: "Neanche due anni di guerra commerciale e diplomatica tra Ue e Russia sono costati all'Italia 3,6 miliardi di euro di export andato in fumo". Citando il parere del Cgia di Mestre La Repubblica riportò: "L'export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento)".


Tralasciando l'aspetto economico che ha comunque una sua importanza, le sanzioni alla Russia non hanno senso neanche dal punto di vista geopolitico. O meglio, il senso geopolitico ce l'hanno se si dà per assodato il fatto che in politica internazionale l'Unione europea altro non è se non il burattino degli Stati Uniti d'America. Ed effettivamente non ci sono motivi per pensare che non sia così. Se l'Unione europea fosse indipendente dagli americani, infatti, avrebbe capito ormai da diverso tempo che, se si vuole sconfiggere il terrorismo internazionale, la Russia deve essere un paese con cui dialogare e coordinarsi, non da sanzionare.

Ma c'è un altro paese sanzionato dall'Europa: la Siria. Nel maggio 2015 l'Unione europea ha prorogato le sanzioni alla Siria fino al primo giugno 2016. Ad essere oggetto delle sanzioni sono più di 200 persone e 70 entità. Il sito consilium.europa.eu riporta: "Nel dicembre 2014 il Consiglio ha ribadito che l'UE proseguirà l'imposizione e l'applicazione di sanzioni nei confronti del regime e dei suoi sostenitori finché la repressione continuerà". L’Ue però dovrebbe spiegare a quale repressione si riferisce. L'esercito del legittimo Presidente siriano Bashar Al-Assad è in prima linea nella guerra contro l'autoproclamato Stato Islamico. Ricordate le belle immagini di Palmyra liberata?


A cacciare il califfato dall'antica città non furono certi gli occidentali ma gli uomini dell'esercito siriano governativo e di Hezbollah. Per quello che riguarda i cosiddetti "ribelli moderati" contro cui si batte Assad, essi sono sostenuti, fra gli altri, dall'Arabia Saudita, un paese che ha talmente a cuore la democrazia da basare la propria legge sul Corano e in cui è praticato l'Islam più radicale: quello wahabita. E visto che all'Europa sembrano interessare così tanto le repressioni, allora si dovrebbe occupare anche della repressione dei ribelli nei villaggi cristiani siriani.

Tralasciando la politica internazionale, in una petizione che chiede proprio la rimozione delle sanzioni alcuni prelati cristiani che vivono in Siria sottolineano che a pagarne il prezzo è la povera gente: "Dopo tante amare delusioni, chiediamo che le sanzioni che toccano la vita quotidiana di ogni siriano siano immediatamente tolte. L’attesa della sospirata pace non può essere disgiunta da una concreta sollecitudine per quanti oggi soffrono a causa di un embargo il cui peso ricade su un intero popolo. Non solo: la retorica sui profughi che scappano dalla guerra siriana appare ipocrita se nello stesso tempo si continua ad affamare, impedire le cure, negare l’acqua potabile, il lavoro, la sicurezza, la dignità a chi rimane in Siria". È mai possibile che il popolo siriano debba soffrire non solo a causa della guerra ma anche a causa delle sanzioni europee?


La cosa più assurda è che l'Unione europea, che con le sue sanzioni ha ulteriormente peggiorato una situazione geopolitica a dir poco delicata in cui la pace sembra un lontano miraggio, nel 2012 ha vinto il premio Nobel per la pace. L'unica cosa che l'Europa dovrebbe sanzionare è sé stessa.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Gigantesca tegola su frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit
sondaggio shock: il 67% vuole lasciare la Ue

Gigantesca tegola su Frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit

Repubblica ceca: tre importanti iniziative in nome della libertà
Repubblica ceca: tre importanti iniziative in nome della libertà

Praga: l'SPD chiede un referendum per uscire dalla Ue


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU