Scioperi, cortei e mobilitazioni

Francia paralizzata dalle proteste contro il Jobs Act imposto per decreto da Hollande

Stop a treni e camion, decine di migliaia di persone manifestano in tutto il paese ma il presidente risponde: "Io non cederò, la legge passerà"

Alessio Colzani
Francia paralizzata dalle proteste contro il Jobs Act imposto per decreto da Hollande

La manifestazione di Parigi contro la riforma del lavoro. Foto ANSA

Sciopero del personale delle ferrovie e dei porti, treni dimezzati e traghetti cancellati: continua e si intensifica in Francia la protesta contro la riforma del lavoro approvata dal parlamento dopo il voto di fiducia posto dal governo socialista. Martedì 17 maggio la manifestazione di Parigi, alla quale hanno partecipato almeno 68mila persone è sfociata in scontri con scene di guerriglia a Montparnasse, dove gruppi di giovani hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. La società ferroviaria Sncf ha soppresso un terzo dei treni ad alta velocità e il 60% di quelli a lunga percorrenza. Disagi anche sulle tratte internazionali con l'annullamento del 40% dei collegamenti con la Spagna. A Nantes, riferisce France Info, sarebbero scese in strada fra 3.500 persone nella stima della polizia e 10mila nella stima dei sindacati. Anche qui sono stati lanciati lacrimogeni, in risposta ai lanci di oggetti da parte dei dimostranti. Sono stati incendiati cassonetti e vetrine di negozi sono state frantumate. Proteste anche a Bordeaux, Tolosa, Marsiglia, Lione, Montpellier, Grenoble, fa sapere Le Monde. Dal Front National, Marine Le Pen critica l'incompetenza del ministro dell'interno nella gestione dell'ordine pubblico e ne chiede le dimissioni: "Lassismo, incompetenza, incapacità di proteggere i Francesi e le forze dell'ordine, quando è troppo è troppo: Bernard Cazeneuve si deve dimettere" ha scritto su Facebook.

Il post col quale Marine Le Pen ha chiesto le dimissioni di Cazeneuve
Il post col quale Marine Le Pen ha chiesto le dimissioni di Cazeneuve

Alla base della riforma voluta dal presidente francese François Hollande ci sono una serie di norme che modificano le regole per le assunzioni e per i licenziamenti e privilegiano la contrattazione aziendale rispetto a quella collettiva e nazionale. Tre quarti dei francesi, secondo i sondaggi, sono contrari alla legge che il governo ha deciso di imporre per decreto bypassando così il Parlamento e nelle prossime settimane sono previsti nuovi scioperi e manifestazioni organizzate dai sindacati che sperano di raggiungere numeri tali da costringere il governo ad un passo indietro. Ma Hollande annuncia battaglia: "Io non cederò, questa legge che si sta discutendo passerà" così il presidente ha risposto ai microfoni di Europe 1 a proposito del futuro della legge El Khomri, una sorta di "Jobs Act", che sta infiammando tutto il paese. Tutta la Francia è ormai teatro di innumerevoli proteste, come gli scioperi degli autotrasportatori che, in virtù della nuova legge, subiranno un taglio dei supplementi per gli straordinari dall'attuale 25% al 10%. La legge, il Jobs act alla francese, ha spiegato ancora Hollande, "È stata discussa, concertata, corretta, emendata: i sindacati riformisti appoggiano il testo e la maggioranza dei socialisti lo vota", ha aggiunto.

68mila persone in piazza martedì 17 maggio a Parigi. Da Euronews
68mila persone in piazza martedì 17 maggio a Parigi. Da Euronews

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