bottino informatico

LinkedIn, rubati i dati di 117 milioni di account. E rivenduti nel dark web

Peace mette in vendita il pacchetto dati per due milioni di dollari

Andrea Zanelli
LinkedIn, fottuti i dati 117 di milioni di accounts e rivenduti nel dark web

Foto ANSA

A destar preoccupazione il comunicato ufficiale della più famosa rete professionale del web. I dati di oltre 110 milioni di utenti sono stati venduti sul dark web, il mondo oscuro di internet, da un hacker. Peace, questo il nome in codice del ladruncolo informatico, avrebbe messo in vendita il pacchetto dati alla modica cifra di due milioni di dollari, pagabili anche attraverso Bitcoin.

A sollevare gli animi di coloro che si sarebbero iscritti al social professionale da poco tempo una precisazione che arriva proprio da Cory Scott, responsabile della sicurezza informatica di LinkedIn. Viene precisato che la violazione del sistema è avvenuta nel 2012, ma comunque non c'è nessun respiro di sollevo da sollevare, molte delle vittime ignare starebbero ancora usando email e password divulgate.

Nel comunicato della società si invitano pertanto gli utenti a modificare le credenziali di accesso alla piattaforma web.

Il post pubblicato da LinkedIn spiega: “Nel 2012 LinkedIn è stato vittima di un accesso non autorizzato con la conseguente divulgazione delle password di alcuni utenti", si legge nel post Protecting our members. '' Al momento, la nostra risposta immediata ha incluso una reimpostazione della password obbligatoria per tutti gli account che riteniamo siano stati compromessi. Inoltre, abbiamo consigliato a tutti i membri di LinkedIn di modificare le password”. Probabilmente da allora i sistemi di sicurezza sono stati rafforzati, ma il consiglio rimane quello di modificare la password, a maggior ragione se è ancora quella dal 2012.



Vice Motherboard aggiunge che non tutte le password sono risultate crittografate; c'è dunque ancora un margine di rischio nell'usare password che potrebbero, come in molti casi accade, essere usare anche su altri siti o social network.

Una grossa falla nel sistema, dunque. Lo si scopre solo ora? Non oso immaginare le trattative di compra-vendita di questi dati, LinkedIn ha cercato di insabbiare il tutto e ha perso di mano la situazione?

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