Marijuana 'light' legalizzata

Gianluca Donati
Marijuana 'light' legalizzata

Da qualche ora sarà possibile acquistare marijuana legale in Italia. Non si tratta di una mia “farneticazione propagandistica”, è realtà e la notizia circola in questi giorni, ma che ci crediate o no, la politica non ha dato alcun lasciapassare frettoloso. Si tratta di una variante ‘light’ con basso contenuto di THC (la sostanza psicoattiva contenuta nella canapa, altrimenti detto tetraidrocannabinolo) e che servirà (secondo quanto dicono), non a sballarsi ma a ‘rilassarsi’. È stata presentata durante la fiera internazionale dedicata alla famosa pianta che si è svolta a Casalecchio di Reno: l’azienda che ha dato avvio alla distribuzione si chiama EasyJoint (alla lettera, traducendo dall’inglese, ‘spinello facile’) che ha compreso il boom che si è avuto in Svizzera e ha voluto lanciare l’iniziativa anche in Italia. Le polemiche non sono mancate e giungono da entrambi i fronti l’uno contro l’altro armato: i proibizionisti che non vedono di buon occhio la commercializzazione di una sostanza che, comunque, richiama e favorisce, almeno nell’immaginario, il consumo di droghe; dall’altro, gli anti-proibizionisti ritengono che si tratti soltanto di un PRIMO PASSO, se si vuole davvero sconfiggere la malavita e le mafie globali, allora bisognerebbe legalizzare anche la marijuana da “sballo”. L’azienda emiliana ha fiutato, molto intelligentemente, il business e il risultato, nel primo fine settimana di vendite, è stato molto positivo. Adesso, io non ho la competenza scientifica per dire se possa esistere una droga così leggera da non “drogare”. Non so dire se è possibile una marijuana “light” che “rilassa” ma che non abbia effetti nocivi. Ne sono così ingenuo da pensare che non ci siano tra i lettori de “Il Populista” (o tra gli elettori di “centrodestra”), persone che di tanto in tanto si facciano “una canna”. Però la sensazione che si sia trovato il modo di “aggirare la legge” furbescamente, pur di lucrare con la marijuana, c’è. E il fatto che gli anti-proibizionisti abbiano già dichiarato che considerino questo come PRIMO PASSO, alimenta i miei dubbi. Perciò chiedo che Il Populista e le forze politiche di centrodestra indaghino su questo fatto, per far luce ed eventualmente, intervengano, perché ho la sensazione che il fronte “anti-proibizionista” usi la “gradualità” come metodo per arrivare a ottenere i suoi scopi, facendosi beffa delle leggi e della democrazia parlamentare.

Livorno LI, Italia

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