Garantismo ad personam

Dopo le intercettazioni dei Renzi, si sveglia Orlando: "Si approvi la legge"

Caso Consip, il ministro in merito alla telefonata tra l'ex premier e il babbo: "Non doveva stare sul giornale, perché non ha alcuna rilevanza penale"

Redazione
Dopo le intercettazioni di Renzi, si sveglia Orlando: "Si approvi subito la legge"

Foto ANSA

La pubblicazione delle intercettazioni sul caso Consip tra l'ex premier e il babbo, hanno provocato un risveglio sul tema degli esponenti del PD. "Se si vuole risolvere il problema si approvi la legge": è quanto affermato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in un'intervista pubblicata venerdì da Repubblica. Alla domanda se sia convinto che dopo non uscirà più una telefonata, ha replicato: "Non esiste una certezza in questo senso, ma la mia legge limiterebbe il rischio". Sulla telefonata tra Renzi figlio e Renzi padre, Orlando dice di avere pensato "che non doveva stare sul giornale, perché non ha alcuna rilevanza penale. Quindi non doveva stare neppure tra gli atti processuali. E mi sono ancor più sorpreso che, non essendoci, fosse stata diffusa. Per questo è necessario fare la massima chiarezza".

"Entrare nelle dinamiche familiari altrui - osserva anche il ministro - è difficile quando si è direttamente coinvolti, figurarsi su quelle pubblicate da un giornale. Mi sembra un elemento di inciviltà pretendere di trarre valutazioni politiche da una conversazione del genere. Quando si ravvisa una possibile irregolarità - ha detto il Guardasigilli sull'invio degli ispettori - il primo passo è l'avvio degli accertamenti preliminari. Qualora dimostrassero elementi concreti si prosegue con l'invio degli ispettori. L'eventuale azione disciplinare è all'esito del loro lavoro. È molto probabile che in alcune di queste vicende gli accertamenti preliminari porteranno alle fasi successive". Alla domanda se creda alla guerra tra le procure di Roma e Napoli, Orlando ha detto: "I magistrati interessati lo hanno escluso".

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