Danni ecologici per l'eccessivo rumore

Il canto degli uccelli modificato gravemente dal clamore urbano

I partners delle specie avicole disorientati dalle melodie distorte dal traffico e dagli assetti cittadini

Stefania Genovese
Il canto degli uccelli modificato gravemente dal clamore urbano

Un gruppo di ricercatori della George Mason University della Virginia, ha recentemente studiato il canto degli uccelli in funzione della loro presunta adattabilità alla pressante urbanizzazione e limitazione del proprio habitat, redigendo un articolo pubblicato sulla rivista "Bioacustics". Si è così notato che qualora l'inquinamento acustico causato da traffico e da altre attività umane dovesse essere eccessivo e sovratante, essi sarebbero costretti a modificare le loro trasmissioni sonore su bande di frequenza più ristrette. Ma ciò che hanno scoperto i ricercatori del team di Katherine Gentry, esaminando il comportamento del Contopus virens, un uccello dei boschi orientali americani, ma solitamente presente anche nei parchi delle aree urbane di Washington, è decisamente preoccupante per la sopravvivenza delle specie avicole.


I ricercatori hanno così registrato e misurato la durata del loro canto, controllandone l' ampiezza della banda di frequenze su cui si estende ed i picchi minimi e massimi delle stesse, misurando nel contempo anche il frastuono prodotto dal traffico relativo alle strade limitrofe agli stessi parchi, (risultato alquanto altalenante nei picchi massimi tra i giorni feriali e i quelli festivi). Hanno così riscontrato che gli uccelli non solo erano sensibilizzati alla fluttuazione dei suoni meccanici ed innaturali, ma che quando le strade erano vuote, il loro canto tornava alla normalità, con una frequenza minima più bassa e di maggiore durata. Queste modulazioni adottate sarebbero utili per sovrastare il clamore cittadino, migliorando la trasmissione sonora del canto, tuttavia cagionerebbero un grave svantaggio: infatti i ritmi melodici alterati indurrebbero una risposta comportamentale più deboli negli altri uccelli in ascolto.

E ciò spiegherebbe la drastica riduzione di questa specie, dimezzatasi nel giro di settant'anni, rischiando l'estinzione. Questo studio sarebbe applicabile a molte specie avicole disorientate dalla cementificazione selvaggia, dalla riduzione drastica dei propri territori nonché dall'eccessivo e ridondante chiasso della civiltà. "Sarebbe utile in tal senso almeno nei weekend, chiudere talune strade per gestire l'inquinamento sonoro divenuto in talune zone eccessivamente elevato e pericoloso" afferma la professoressa Gentry," in quanto ciò eviterebbe di danneggiare non solo le specie avicole, il cui canto è parte integrante del loro sistema comunicativo e vitale, ma anche l'apparato uditivo umano".

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