la lega ligure sulle barricate

Sanzioni alla Russia, solo in Liguria 173 milioni di danno. All'anno

Il Carroccio: "I nostri agricoltori e produttori del settore agroalimentare oggi si vedono preclusi un mercato che invece ha un interesse enorme per la Liguria e in particolare per la provincia di Imperia"

Redazione
Sanzioni alla Russia, solo in Liguria 173 milioni di danno. All'anno

Da sinistra a destra, Bruzzone, Rixi, Piana, Baykov, Bulatova.

Russia, non tutto è perduto. Perché dopo le inopportune sanzioni Ue contro Mosca a cui l'Italia a guida PD ha scioccamente aderito (nell'illusione, forse, di credersi chissà quale superpotenza, e con l'unico risultato di subire un blocco delle esportazioni in Russia) c'è chi si è mosso diversamente. E “Rapporti bilaterali Italia-Russia e future sfide di governo della Lega Nord” è stato il tema del convegno politico-economico che si è svolto presso la sala della Camera di Commercio ad Imperia. Presenti, oltre a politici, professionisti ed imprenditori locali, anche il Console del Consolato Generale della Federazione Russa a Genova, Anna Bulatova, il padre della storica Chiesa ortodossa di Sanremo, Denis Baykov, il segretario provinciale della Lega Nord Liguria, Giulio Ambrosini. Il segnale mandato a Mosca è stato chiaro e lampante.

“Il mercato russo", ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi, "è molto interessante. Soprattutto per i nostri agricoltori e per tutti i produttori del settore agroalimentare, che oggi si vedono preclusi quel mercato che invece ha un interesse enorme per la Liguria e in particolare per la provincia di Imperia. C’è anche il problema del turismo. Ad esempio, ai residenti in Crimea non viene data la possibilità di venire a fare i turisti in Italia. Abbiamo quindi una parte della popolazione russa che non può venire qui e questo ci sta ostacolando perché questi flussi turistici vanno a finire in altri Paesi”.

“Occorre rinsaldare i rapporti con la Russia e la Crimea", ha aggiunto il capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Piana, "dove c’è pace, non c’è presenza di militari nelle città e la popolazione è felice perché ha votato democraticamente un referendum. Ho potuto constatare di persona che la situazione, a differenza di quanto descritto dai media di regime, è tranquilla e serena. Ora gli imprenditori hanno tutte le intenzioni di intraprendere nuovi rapporti economici con l’estero, in particolare con la nostra regione. Non bisogna farci sfuggire questa grande opportunità. Assurdo, quindi, mantenere le sanzioni volute dalla UE. Anche perché hanno provocato un danno economico per l’export italiano, che è stato quantificato dagli esperti in circa 3.6 miliardi di euro. Per la Liguria siamo intorno ai 173 milioni di euro all’anno e solo per la provincia di Genova 70 milioni. Più che un incidente politico, si tratta di un dramma per le nostre aziende e lavoratori”.

“La scelta politica fatta dalla maggioranza che governa la Regione Liguria", ha ricordato il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone, "è stata quella di avere approvato una mozione affinché, in sostanza, venga abbattuto questo muro eretto dall’Europa nei confronti della Russia, in particolare per il traffico delle merci e dei flussi turistici come per il caso della Crimea. Il dato preminente è quello dei rapporti economici. La Russia, per quanto riguarda le attività produttive dell’Italia e della Liguria, è un interlocutore molto importante che non può essere lasciato fuori dal nostro mercato. Stiamo attraversando un periodo storico dove, a metterci mano, è stata l’Europa ed ha creato dei problemi. Da una parte e dall’altra. E’ grave che le aziende italiane e liguri, con i loro lavoratori, abbiano risentito moltissimo di queste scelte”.

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