tangenti, arrestato il candidato sindaco

Politici in manette a Trapani: mazzette, appalti e minacce

Diversi gli indagati, tra cui la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari che avrebbe garantito "un forte appoggio all'armatore Morace" e l'ex deputata regionale Marianna Caronia

Redazione
Politici in manette a Trapani: mazzette, appalti e minacce

Mazzette, Rolex, auto, assunzioni, intercettazioni, e persino emendamenti da fare approvare dal Parlamento nazionale. "Mare mostrum" è tutto questo: la rappresentazione del rapporto perverso tra certa politica, burocrazia e impresa, emersa dall'inchiesta battezzata con quel nome e condotta dai carabinieri di Palermo e Trapani, coordinati dalla Procura di Palermo. Un sistema nel quale, ha detto il procuratore Francesco Lo Voi, "la corruzione era una modalità quasi ordinaria", con "un connubio sistemico tra imprenditoria e politica".


Corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d'ufficio e installazione di apparecchiature volte ad intercettare conversazioni telefoniche, i reati contestati. Una bufera sulle elezioni trapanesi, che hanno visto negli ultimi due giorni i candidati a primo cittadino Girolamo Fazio e Antonio D'Alì finire in manette. Il Gip ha ora disposto l'arresto dell'armatore Ettore Morace, il 're dei traghetti', amministratore delegato di "Liberty Lines", condotto in carcere; del deputato regionale e imprenditore del vino Girolamo Fazio, sottoposto ai domiciliari; e del funzionario regionale Giuseppe Montalto, capo della segreteria particolare dell'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilita', anch'egli ai domiciliari.


Diversi gli indagati, tra cui la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari che avrebbe garantito "un forte appoggio a Morace"
e l'ex deputata regionale Marianna Caronia. Inoltre il Gip ha disposto la sospensione dai pubblici uffici di Orazio Gisabella, militare dell'Arma dei carabinieri, in servizio in un'altra regione.

Secondo i magistrati l'inchiesta ha registrato "un notevole attivismo" dell'armatore Ettore Morace, "nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale", finalizzata "al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all'aggiudicazione di fondi regionali gonfiati". Soprattutto, affermano i Pm, Morace "gode del forte appoggio del sottosegretario Simona Vicari (il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines)". 

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