Zaia: "Vincerà il no"

Il Governo mette a rischio l'autonomia del Veneto

E nel frattempo i Capigruppo grillini di Senato e Camera lanciano l'allarme brogli all'estero: a Praga recapitata una scheda doppia. "Solo un caso isolato o...?"

Redazione
Il Governo mette a rischio l'autonomia del Veneto. Protestano Lega e 5Stelle

Se al referendum vincerà il Sì "non ci libereremo mai più della classe politica" che ha portato questo paese ad avere "la tassazione più elevata di tutti i paesi industrializzati del mondo". A dirlo il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: per l'esponente del Movimento 5 Stelle "se dovesse vincere il No non bocceremo solo la riforma costituzionale ma anche una classe politica e un modo di governare". "Se vincerà il Sì si darà più potere a chi già ce l'ha e ha ridotto il Paese in queste condizioni", ha detto ancora; "quindi questo voto ha un grande significato politico per il paese e io seriamente vedo un paese fortemente schierato per il No, quindi i sondaggi potrebbero anche mentire parlando di pochi punti di differenza".


Parlando poi del Veneto, che "ha sempre chiesto molta autonomia", "non può votare Sì", ha ribadito l'esponente del Movimento 5 Stelle. Con la riforma costituzionale "il Veneto dal punto di vista dell'autonomia fa un passo indietro di 40 anni, saranno tolte quasi tutte le competenze". "Una terra che ha sempre chiesto autonomia deve essere schierata in massa sul NO", ha concluso.


E nel frattempo i Capigruppo grillini di Senato e Camera hanno lanciato l'allarme rischio regolarità sul voto degli italiani all'estero. "Come è possibile che un nostro connazionale che vive all'estero abbia ricevuto due schede elettorali identiche? In quanti altri casi è accaduto? Alfano spieghi come è potuta verificarsi una cosa del genere". È quanto scrivono in una nota i capigruppo M5S di Camera e Senato, Giulia Grillo e Luigi Gaetti, proseguendo: "È molto strano, infatti, ciò che è accaduto a Praga, e se è vero che a pensar male si fa peccato, è anche vero che molte volte ci si prende".


"Abbiamo già denunciato nei giorni scorsi", aggiungono, "il rischio brogli per il voto degli italiani all'estero, sulla base anche di ciò che è accaduto nelle ultime elezioni politiche, e questo episodio inquietante non fa che rafforzare le nostre perplessità. Il Governo deve dare una risposta immediata su questa vicenda, oltre a dirci se sia un caso isolato o meno, altrimenti si rischia di falsare il voto degli italiani all'estero".


"Al di là di brogli o non brogli nel voto all'estero, si può discutere moltissimo sul fatto che si possano affinare le modalità di voto dei nostri concittadini all'estero. Però dico anche che si mettano il cuore in pace quelli che sono preoccupati: vincerà il No". A dirlo, di ritorno da un viaggio in Sud America, fra Argentina e Brasile, è il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha incontrato le comunità di emigrati in quegli Stati proprio mentre in Italia alcune forze politiche, fra cui la Lega con il segretario Matteo Salvini, hanno lanciato l'allarme brogli. "Io ho incontrato gli italiani in Sud America e sono ben predisposti, soprattutto la comunità veneta, a votare No", ha concluso.

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