l'anaLISI DIETRO LE QUINTE

Unione Europea: quelle ombre a sinistra...

La Brexit sta iniziando a dare ragione a quegli economisti eretici come Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi che da anni ribadiscono l’assoluta necessità di lasciare la moneta unica...

Marco Mari
Unione Europea: quelle ombre a sinistra...

In queste settimane le sinistre occidentali sono in grande fibrillazione per la terribile avanzata delle destre: l’Austria rischia di finire a dicembre nelle mani dello xenofbo Hofer che vuole far uscire il suo paese dall’euro. In Francia la Le Pen che ha lo stesso obiettivo, potrebbe diventare presidente. Anche l’Olanda potrebbe svoltare a destra e persino la Germania potrebbe vedere notevoli cambiamenti sul fronte politico in quanto il nato da non molto Alternativa per la Germania (AFD) alleato di Salvini e la Le Pen nel Parlamento europeo, di certo creerà non pochi problemi tra un anno alla Merkel. E poi c’è il caso Trump negli Usa che sta mettendo una gran paura alla Clinton e all’oligarchia del Pentagono nonostante l’incessante lavorio del ministero della propaganda mediatico pro-democrat. Le sinistre strillano terrorizzate ma non sanno fare mea culpa. Perché ce l’hanno, eccome se ce l’hanno…


Innanzitutto l’appoggio incondizionato e fin dall’inizio alla creazione dell’Unione Europea al posto della CEE (Mercato economico europeo). Eminenti esponenti del Pci degli anni Settanta (tra essi Spaventa e Napolitano) e poi dei suoi eredi (Pds, Ds e Pd), sapevano che l’applicazione delle unioni valutarie e dei cambi fissi avrebbero condotto alla deflazione in tutti i paesi e alla riduzione dei salari, vera ragione della Ue in quanto l’ordine dei vampiri dell’economia era tagliare il costo del lavoro. L’ideologia internazionalista ha portato le sinistre a sacrificare la classe operaia pur di distruggere gli Stati nazionali e sostituirli con un mostro senz’anima.


Una volta capito l’errore commesso i progressisti hanno ingenuamente creduto di cambiare il diabolico disegno europeo: impensabile dato che i burocrati della Commissione Europeauna volta insediati, hanno iniziato a fare il loro gioco non rispondendo più alla politica. In particolare la sinistra italiana ha creduto di modificare le cose partendo da una posizione di debolezza appoggiandosi prima ad Hollande, poi alla socialdemocrazia tedesca (Shultz), di seguito a Renzi ed infine a Tsipras. Assurdo, visto che nessuno di loro per varie ragioni ha osato schierarsi contro la Merkel: Hollande ha preferito fare il vagone agganciato alla locomotiva-Germania; il socialdemocratico Schultz non sarebbe mai andato contro l’interesse del suo paese; Renzi appena aperta bocca al semestre europeo, è stato messo subito a cuccia e Tsipras è stato annientato dalle pressioni tedesche ed americane in virtù della posizione strategica della Grecia in funzione Nato.


Le sinistre nonostante le sempre crescenti disparità sociali causate dall’applicazioni delle politiche economiche di Bruxelles hanno proseguito a ripetere che comunque conviene restare nell’euro perché fuori c’è il deserto, ma la Brexit sta iniziando a dare ragione a quegli economisti eretici come Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi – per citarne due italiani assai conosciuti - che da anni ribadiscono l’assoluta necessità di lasciare la moneta unica. Ora le sinistre hanno il problema di dover sconfessare 40 anni di europeismo fondamentalista, che a molti di loro ha permesso di fare una carriera brillante facendone pagare le conseguenze a milioni di cittadini.


Sia in sede europea che nei parlamenti nazionali i progressisti non hanno esitato ad appoggiare i desiderata del Capitale e delle banche infischiandosene delle legittime richieste delle classi operaie e lavoratrici che oggi vengono difese dai partiti di destra “populisti”: Lega, Front National, AFG in Germania, FPOE in Austria e similari, da anni denunciano le ingiustizie a cui sono sottoposte le nostre genti, l’emorragia incessante di posti di lavoro frutto delle delocalizzazioni, il crollo del potere d’acquisto dei salari, la svendita dell’agricoltura e della pesca, la tutela dei territori. Tutti temi che fino a qualche decenni fa erano di sinistra oggi scaricati in nome del modernismo capitalistico. I progressisti non vogliono riprendere in mano queste tematiche per non accostarsi a Salvini e ai populisti alla Le Pen e che stanno costando loro un botto di voti come sappiamo, se è vero che le destre stanno rimontando in tutta Europa.


Il sistema dominante continua a proporre la contrapposizione tra destra e sinistra, nel tentativo di ingannare l’elettorato: ormai è sempre più evidente che questo schema è superato perchè legato all’Ottocento e al Novecento. Il nuovo millennio vede lo scontro tra mondialisti e globalisti esecutori del capitale da una parte e sovranisti e identitari schierati coi popoli dall’altra. I primi possono avvalersi di un portafogli ricchissimo regalo delle multinazionali e di armi potentissime come il mondo dei media, mentre i secondi si sostengono con l’amore per la loro terra, la pasione e i propri valori e la propria storia. E naturalmente la volontà di difendere fino in fondo tutti quei diritti conquistati dai nostri padri e nonni a prezzo di enormi sacrifici e che ora la rapacità dei signori del vapore e dei loro esecutori a libro-paga travestiti da pollitici vuole toglierci col la scusa delle riforme (vedi quella sulla Costituzione voluta a tutti i costi da Renzi) e della competitività, alla quale dobbiamo dire un secco NO!


L’Europa e di consenguenza le sue colonie nel novero delle quali Renzi ci vuole in prima fila, non è stata ideata certo a misura di uomo bensì di algoritmo, cioè di formula matematica. Un impero senza anima non dissimile come concetto dagi imperi dei secoli coloniali dove alla guida degli Stati nazionali vi erano elite dimonarchi, alti prelati, nobili, alti ufficiali militari, banchieri, latifondisti e grandi commercianti che ne facevano la corte, opposte ad una sterminata moltitudine di schiavi i quali avevano il compito di mantenere col loro sacrificio i potenti: sacrificio anche estremo poiché se non morivano di stenti sul lavoro finivano come carne da cannone sui campi di battaglia.


Noi abbiamo il dovere e diritto di ribellarci a questa mostruosa creatura che vuole riportarci al Medio Evo o comunque a qualche secolo fa. Ci proveranno a dicembre in Austria, ci proveremo noi col referendum-truffa del Sicario di Firenze gridandogli chiaro e forte che non vogliamo morire di multinazionali, ma vogliamo tornare a lavorare e vivere liberi e non servi dell’Europa dei Draghi e dei Junker e dei loro amici speculatori finanziari.

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