A Castel d'Azzano fuori i clienti, dentro i clandestini

Hotel a 4 stelle requisito per i "profughi". Contro la volontà degli albergatori

Nel Veronese il prefetto dispone la requisizione di un albergo le cui stanze erano regolarmente prenotate da utenti ordinari. I proprietari: "Ci eravamo rifiutati. Subiamo una decisione imposta". Il sindaco: "Assurdo". Calpestato il diritto alla libera impresa

Marco Dozio
Hotel a 4 stelle requisito per i "profughi". Contro la volontà degli albergatori

Foto da Facebook

Un albergo a 4 stelle requisito per i “profughi”. L’ultima follia dell’accoglienza. Lo Stato prevaricatore e arrogante sequestra una struttura privata contro la volontà dei proprietari. Che dal canto loro avevano le stanze regolarmente prenotate da clienti ordinari. Succede a Castel d’Azzano (Verona), all’hotel Cristallo, “elegante 4 stelle”, come lo definisce il Corriere, con 93 camere.

Il sindaco Antonello Panuccio affida ai social parole di sdegno e incredulità. “Assurdo: all'Hotel Cristallo in piena stagione Fiera Cavalli, con tutte le prenotazione già fatte, invece di clienti arriveranno profughi. Quanti? Non lo sappiamo, ci sono 93 camere. Ho letto il decreto di requisizione dell'albergo dal 30 Ottobre al 31 Gennaio 2017, che ovviamente è stato fatto senza minimamente sentire il Comune e sembra senza essere concordato con la proprietà”.

Che i titolari non siano d’accordo lo spiegano chiaramente al Corriere attraverso il loro avvocato Agostino Rigoli: “Si è trattato di una decisione imposta che noi subiamo. Già nei mesi scorsi ci era stato chiesto di mettere a disposizione la struttura per i richiedenti asilo, ma ci eravamo sempre rifiutati nonostante l’ottima esperienza con le persone ospitate all’hotel Monaco. Lo prova il fatto che abbiamo sempre proseguito con le prenotazioni e per Fiera-Cavalli avevamo il tutto esaurito. Ora dovremo pensare anche a gestire il riposizionamento delle prenotazioni”.

Dunque il prefetto di Verona Salvatore Mulas non ha trovato niente di meglio che applicare una desueta norma sulle requisizioni di “beni mobili o immobili”, pensata per fronteggiare “gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili”. Centinaia di richiedenti asilo che si riveleranno in maggioranza, al solito, clandestini saranno quindi spediti nel paese del veronese. Calpestando la volontà dell’amministrazione comunale (e non è una novità) ma soprattutto quella di privati cittadini, costretti a piegare la testa di fronte all’arroganza di un governo che disprezza persino il concetto di proprietà privata e di libera impresa. Sui social è partita la protesta con centinaia di messaggi solidali rivolti al sindaco e agli albergatori, nel caso specifico vittime e non complici.

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