La campagna di Libia

L'Italia è finalmente in guerra contro l'Isis. Speriamo che non sia troppo tardi...

Sarebbe già stato firmato un accordo per l'utilizzo della base Sigonella e forse anche di quella di Aviano. Probabile ruolo operativo per i caccia italiani

Redazione
L'Italia è finalmente in guerra contro l'Isis. Speriamo che non sia troppo tardi...

F16 schierati sulla pista di Sigonella. Foto ANSA

Dopo i raid americani su Sirte di lunedì 1 agosto, la Farnesina ha commentato in una nota che "l'Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati Uniti su alcuni obiettivi dell'Isis a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia", nella nota si specifica inoltre che "l'Italia sostiene il Governo di Unità Nazionale guidato dal Primo Ministro Fayez al Serraj e lo incoraggia dalla sua formazione a realizzare le iniziative necessarie per ridare stabilità e pace al popolo libico. L'Italia apprezza quindi gli sforzi che il Governo di Unità Nazionale e le forze a lui fedeli stanno conducendo per sconfiggere il terrorismo, in particolare l'operazione Bunyan al Marsous per liberare la città di Sirte dall'Isis. Il sostegno italiano a questa operazione si è concretizzato in forme diverse nel corso degli ultimi mesi, in particolare attraverso importanti operazioni umanitarie per la cura dei combattenti feriti e a beneficio delle strutture sanitarie del Paese".

In parole povere: l'Italia è finalmente in guerra contro l'Isis, dando così ragione a chi sosteneva che i tagliagole non possono essere combattuti con girotondi, mazzi di fiori o gessetti colorati. Il ministro Gentiloni, in merito all'utilizzo delle basi di Aviano e Sigonella in Italia per i prossimi raid statunitensi, dice: "Valuteremo se ci saranno richieste, naturalmente se prenderemo decisioni ne informeremo il Parlamento". Così il titolare degli Esteri martedì 2 agosto, a Uno Mattina. "La cosa che gli italiani devono sapere - ha detto - è che si tratta di interventi mirati contro le posizioni dell'Isis attorno a Sirte, città costiera diventata la roccaforte dello Stato Islamico in Libia. Credo sia un fatto molto positivo che gli americani abbiano deciso di intervenire". Secondo il Corriere sarebbe già stato firmato con gli americani un accordo per l'utilizzo di Sigonella, che impegna il governo italiano ad autorizzare "tempestivamente" la missione di fronte alla richiesta del comando militare statunitense: undici caccia sono pronti per il decollo, e quelli italiani potrebbero avere un ruolo operativo nelle missioni.

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