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Poste al collasso, chili di corrispondenza ferma e perdita del carattere sociale del servizio

I sindacati delle Poste italiane sono sul piede di guerra: "Carichi di lavoro insostenibili, e situazione lavorativa dei dipendenti delle Poste sempre più pesante, che comporta anche un deterioramento della qualità del servizio"

Redazione
Poste al collasso, chili di corrispondenza ferma e perdita del carattere sociale del servizio

Foto da internet

Caro amico ti scriverei, se la lettera arrivasse...

Carichi di lavoro insostenibili, chili di corrispondenza mai spedita che si accumulano nei centri di smistamento, giornali e lettere che arrivano, quando arrivano, un giorno sì e due no. La privatizzazione in atto e il nuovo modello di riorganizzazione, adottato dalla società di spedizioni, porta, secondo i sindacati carichi di lavoro non più sostenibili, con pressioni esercitate sui dipendenti per imporre la flessibilità operativa e lo straordinario.

Ed ecco allora che i sindacati scendono sul piede di guerra, proclamando lo sciopero delle straordinarie per tutto il personale di Poste Italiane. Sì, perché questa volta il problema non è la busta paga, ma una situazione lavorativa dei dipendenti sempre più pesante, quasi insostenibile, che comporta anche un deterioramento della qualità del servizio.

A questo si aggiunge anche una carenza dei mezzi per effettuare le consegne, ormai fatte a giorni alterni. E, nonostante il costante impegno del personale, sembra non si riescano a smaltire le giacenze di corrispondenza presenti nei centri di smistamento, su cui è in atto la riorganizzazione aziendale, i magazzini sono pieni di lettere e pacchi accumulati da mesi, con il cittadino a casa che aspetta invano.

Tanti disagi al personale e ai cittadini, troppi, rincarano i sindacati. E il risultato è, da un lato che non arriva la posta nella buca delle lettere, dall'altro che per i dipendenti delle Poste ci sono sempre più compiti da portare a termine e contemporaneamente si registra una diminuzione dell'organico.

Così in molte città d'Italia, anche in Piemonte, la carenza degli organici è un problema grave, che provoca soprattutto la perdita del carattere sociale del servizio. La privatizzazione causerà la chiusura di tanti uffici postali minori e la mancata consegna della corrispondenza nei territori non economicamente produttivi. Non sarà più un’azienda di servizi, ma diventerà un’azienda che farà business solo dove ha convenienza".

Intanto, a proposito di chiusura di uffici postali, nel Vercellese c’è stato il caso emblematico dell’ufficio di Sant’Antonino di Saluggia, condannato alla chiusura se non fosse stato per gli 800 cittadini che hanno vinto il ricorso al Tar. 

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