BEN 5.000 ADEPTI

Catania, abusi su minori all'interno della setta: quattro arresti

Convinto di essere la reincarnazione di un arcangelo, usufruiva delle prestazioni sessuali anche con minorenni

Fabio Cantarella
Catania, abusi su minori all'interno della setta religiosa: quattro arresti

Un momento della conferenza stampa con il procuratore Zuccaro e il dirigente della Polizia postale La Bella

Associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori. E' questa la grave accusa che la Procura di Catania, guidata dal dott. Carmelo Zuccaro, rivolge a quattro appartenenti della storica comunità religiosa "Associazione Cattolica Cultura ed ambiente" che vanta oltre 5.000 militanti. La comunità che opera ai piedi dell'Etna è stata fondata oltre quarant'anni addietro da Padre Cavalli, amato sacerdote deceduto da qualche anno fa. 

L'operazione, denominata “12 apostoli”, è stata condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, guidata dal dott. Marcello La Bella, e coordinata dalla Procura Distrettuale etnea. Sono quattro le persone destinatarie dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania: Pietro Alfio Capuana, classe 1944, Fabiola Raciti, classe 1962, Rosaria Giuffrida, classe 1960 e Katia Concetta Scarpignato. L’indagine è stata avviata lo scorso anno, allorché la madre di una ragazza di 15 anni ha denunciato alla Polizia Postale di Catania i reiterati abusi sessuali subiti dalla figlia all’interno della congregazione.

Gli abusi venivano consumati oltre che all’interno dell’abitazione del Capuana, anche all’interno del “cenacolo”, luogo ove la Comunità si riuniva con cadenza settimanale per riunioni su argomenti religiosi, in occasione delle quali l’uomo faceva delle “locuzioni” religiose, proclamandosi la reincarnazione di un Arcangelo.

Le donne arrestate sono accusate di aver reclutato le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze parlando loro di  “amore pulito” , “amore dall’alto”. Esse avrebbero anche organizzando dei veri e propri “turni” delle bambine presso l’abitazione dell’uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell’indagato (lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione, ecc.) dovevano soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo.

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