Marocco a luci rosse

Il PIL a Marrakech? Lo salvano le escort

Un'intera economia basata sulla prostituzione. Accade a Marrakech, ove uomini e donne si vendono per pochi soldi e si pubblicizzano persino su YouTube

Redazione
Il PIL a Marrakech? Lo salvano le escort

Marrakech capitale della prostituzione. In barba a chi invoca sempre il burqa, il meretricio fa girare alla grande l’economia locale ed il Governo tace

Nonostante i servizi di denuncia delle emittenti locali e la presenza, su YouTube, di veri e propri videoannunci. Sono ben 50.000 le prostitute del Marocco, le ha contate il locale Ministero della Salute, che ne ha catalogate ben 19.000 solo tra Agadir, Fes, Rabat e Tangeri. Ma la capitale del sesso, negozi alla moda di giorno, discoteche e ristoranti a luci rosse la notte, è Marrakech. Non ci sono protettori, in quanto le ragazze si offrono liberamente; hanno tra i 18 ed i 20 anni e coistano dai 500 ai 700 dirham (50-70 euro) a prestazione. I luoghi di ritrovo sono piazza 16 novembre, avenue Mohammed V e rue Yugoslavie di giorno; la notte, si impazza nei quartieri di Gueliz e Hivernage, dove si concentra la movida notturna.

Per una notte intera le più belle, spesso selezionate dai gestori dei locali notturni, chiedono 300 euro, cena inclusa a carico del cliente e ad accorrere sono spesso i danarosi sauditi e non solo gli europei. E c’è tutto un mondo che ruota attorno alla sharmoota, la prostituta, e vive sulle sue spalle, con un’organizzazione che è al top: ci sono persino parrucchieri ed estetiste aperti h24 per acconciarle al meglio per i clienti più facoltosi. Nel 2000 un’associazione islamica italiana aveva denunciato on line il fatto che molte di queste, riciclatesi come brave ragazze, venissero reclutate dagli jihadisti e portate in Italia come premio per gli aspiranti kamikaze; altre puntano realmente ad affrancarsi assicurandosi una rendita a vita ed un passaporto, di solito per l’Europa.

Le più sfortunate, cioè le più vecchie, si rassegnano a vivere nella miseria, vendendosi nel quartiere povero della Medina, nell’antico quartiere ebraico, il Mellah, ove con 2 euro la prestazione si consuma in un angolo del suk.

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