La Sinistra e la polvere sotto il tappeto

Compagni che sbagliano o compagni che sfasciano?

Con la scusa di essere "compagni che sbagliano", i ragazzi dei Centri sociali la fanno spesso franca. E c'è chi propone, anzicché di punirli, di "delocalizzarli" altrove...

Redazione
Compagni che sbagliano o compagni che sfasciano?

Foto ANSA

La polvere sotto il tappeto. Ecco come certa Sinistra sembra voglia risolvere i problemi, semplicemente spostandoli da un'altra parte

Il primo maggio 2015 i black bloc avevano devastato Milano e chi ci governa si scusava proponendo, «per la prossima volta» ed «in nome della libertà di espressione», di farli manifestare in periferia. Che tradotto, significa fare in modo che si sfoghino altrove, senza sporcare il salotto buono del Capoluogo. Come se ormai sfasciare tutto sia un diritto acquisito in nome di un male interpretato concetto di democrazia. E questo, mentre nella sezione del PD di Affori i compagni postavano in bacheca foto di milanesi intenti a ripulire i muri, titolando «I cittadini si riprendono la città», ma omettendo di aggiungere «sporcata dai compagni» (quelli dei Centri sociali, gli stessi che nel 2011 si sono fatti in quattro per la campagna elettorale di Pisapia). A Caronno Pertusella, cittadina alle porte di Milano ove una giunta di centrosinistra aveva battuto per un pugno di voti una lista civica, per settimane una squadra di giovanissimi bulletti aveva terrorizzato i frequentatori della centralissima piazza Vittorio Veneto con lancio di petardi, schiamazzi, sassi contro le vetrine. La risposta dell'Amministrazione di Sinistra agli esasperati cittadini era stata: «Costruiremo un parco giochi del costo di 50.000 euro, in modo che si spostino altrove» (da notare che la piazza sorge già accanto ad un parco giochi).

A nessuno dei compagni, dal capoluogo alla piccola città, sembrava passare per la testa che i problemi non si risolvono spostandoli altrove, in modo che sian rogne altrui; ma che si affrontano punendo i piantagrane, impedendo loro di agire. Perché democrazia non è fare quello che ci pare, ma agire nel rispetto degli altri.
Sapevamo che uno dei mantra della Sinistra è la delocalizzazione, non credevamo esistesse pure quella delle grane. A Milano i capi black bloc erano stati identificati una settimana prima, al parco Trenno; fermati, schedati, arrestati. Ma un giudice li aveva rimessi in libertà intimando loro di allontanarsi «entro dieci giorni». In pratica, a cose fatte. Andavano invece espulsi immediatamente dal Paese. A Caronno non sarebbe bastata la presenza di un vigile con il libretto delle contravvenzioni in mano, al posto di un progetto da cento milioni delle vecchie lire, sulla cui efficacia è lecito nutrire qualche dubbio? Ma certo che se non si è capaci di tenere a freno quattro bamberucoli, figuriamoci mille incazzati black bloc. E poi ci lamentiamo se dilaga l'anarchia?

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