ACCADE A TRIESTE

La mensa è chiusa, i clandestini occupano la strada

Venuti a conoscenza dell'inagibilità della struttura hanno creduto di saltare il pranzo, ma in realtà era già programmato il loro trasferimento in altro locale idoneo

Fabio Cantarella
Aspiranti profughi occupano strada del centro a causa di un equivoco

Foto ANSA

Piedi e mani incrociate in segno di protesta. Così un piccolo gruppo di richiedenti asilo ha paralizzato il traffico, in piena ora di punta, nella centralissima via Commerciale a Trieste. Anche il "28", ossia l'autobus che porta in piazza Tommaseo, ha dovuto momentaneamente sospendere la corsa. 

Un gesto eclatante, forte, messo in atto, a quanto pare, per motivi davvero futili. Anzi per una banale incomprensione! A spiegarlo è lo stesso presidente dell'Ics Gianfranco Schiavone, che assieme alla Caritas gestisce l'accoglienza a Trieste: la mensa dove i richiedenti asilo sarebbero dovuti andare a quell'ora, era momentaneamente inagibile e dunque gli stessi sarebbero stati dirottati, come è successo, in un'altra mensa dove hanno poi ricevuto il pasto.

Una piccola incomprensione, quindi, alla base della protesta, risolta in breve tempo anche grazie all'intervento dello stesso Gianfranco Schiavone sui luoghi. Una protesta ingiustificata, che suona come un pugno in faccia alle sempre più numerose famiglie italiane in difficoltà che, a differenza dei clandestini aspiranti profughi, non godono di vitto e alloggio gratis. Una protesta assurda che adesso sta scatenando una decisa reazione da parte di tanti italiani sui social network.

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