polemica sulle tanto strombazzate espulsioni

Stretta del Governo sui clandestini: nessuno abbocca alla bufala

Il leghista Iwobi: "Il Governo è in cerca di voti"; la Caritas bergamasca: "Farsa di inizio anno"; il questore Fabiano: "Servono gli accordi con gli Stati"; Sala (PD): "Nuovi Cie? Vedremo..."

Redazione
Stretta del Governo sui clandestini: nessuno abbocca alla bufala

"Il premier Gentiloni e il ministro Minniti evidentemente pensano che gli italiani siano stupidi. Si svegliano nel 2017 e parlano di un piano per riaprire i Cie e per accelerare le espulsioni dei clandestini. Ma come, la Lega non era il partito razzista da combattere e cancellare magari per legge? Questi signori vedono i sondaggi che danno il PD in costante declino e non sanno più cosa inventarsi per cercare di recuperare. Al pugno di ferro del governo non crede ovviamente nessuno. Il PD è il partito che ha aperto le porte all'invasione per far felici le tasche da qualche amico degli amici. E ora vorrebbero regole rigosorose e serie? Ridicoli". Non crede alle sparate del Governo il leghista Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Immigrazione e Sicurezza del Carroccio.

Iwobi aggiunge: "Piuttosto si faccia subito la legge elettorale e si torni al voto in tempi brevissimi. Solo un Governo che veda Matteo Salvini premier può essere la salvezza dell'Italia, degli italiani e dei tanti immigrati regolari anche loro vittime degli schiavisti-scafisti del PD". In questa sua critica Iwobi non è solo.


Un assist involontario arriva dal questore di Bergamo, Girolamo Fabiano, che, commentando la circolare del capo della polizia Franco Gabrielli inviata a tutte le questure d'Italia il 30 dicembre scorso, dice: "I Centri di identificazione ed espulsione sono indispensabili per poter espellere chi non ha i documenti, ma per riuscire a rimpatriare i clandestini è fondamentale che ci siano accordi bilaterali tra gli Stati, in particolare con i Paesi che attualmente non collaborano" (come fece, quando era ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni; i rimpatri funzionavano).

E persino il direttore della Caritas dicesana orobica, don Claudio Visconti, che è per l'accoglienza e che chiede "tempi più rapidi per definire la posizione dei richiedenti asilo", la "stretta del Governo sugli irregolari non tiene conto della realtà". Il sacerdote lo ha dichiarato in un'intervista, lunedì 2 gennaio, all'Eco di Bergamo, parlando senza mezzi termini di "una farsa di inizio anno". Del resto, nemmeno il sindaco di Milano, Beppe Sala, sembra crede all'entusiasmo di Minniti. "Vedremo", dice al Corriere. E frena sull'ipotesi che l'ex Cie di Via Corelli a Milano, oggi usato come struttura per l'accoglienza dei profughi, possa tornare ad essere un Centro di identificazione ed espulsione. Insomma, a Sinistra non sanno più che pesci pigliare...

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