rogne per don biancalani

Multa per il prete buonista: ospitava illegalmente un clandestino

E, dulcis in fundo, uno dei suoi ragazzi è stato arrestato per spaccio mentre vendeva marijuana nel parco di Piazza della Resistenza in città

Lorenzo Letta
Multa per il prete buonista: ospitava illegalmente un clandestino

Ve lo ricordate Don Biancalani, il buon samaritano di Pistoia? Quel prete che accoglie nella sua parrocchia ragazzoni alti, belli, muscolosi di marca subshariana? Esatto proprio lui! Era diventato famoso grazie ad uno scontro, avvenuto sul web, con Matteo Salvini che gli chiedeva perché questi atteggiamenti non li aveva anche con gli italiani in difficoltà. Vicenda che si era chiusa con il Don che aveva bandito il leader della Lega, più tutti i suoi elettori o semplici fan, dalla sua Chiesa.


Diciamo che Massimo (il Don) ci ha messo del suo a non farsi amare proprio da tutti, con continue provocazioni e dichiarazioni quanto meno strane se sentite pronunciate da un uomo di Chiesa, come il ringraziare Allah per aver fatto arrivare nella sua parrocchia un ragazzo partito dall’Africa verso il nuovo mondo europeo. Probabilmente lo ha fatto semplicemente per prendersi i suoi minuti di notorietà ai quali si era praticamente abituato dopo la vicenda della piscina, d’altronde le luci della ribalta piacciono a molti perché, quindi, non dovrebbero piacere a lui?

Di nemico in nemico c’è da dire che il più difficile da fronteggiare pare essere proprio la prefettura locale. In pochi mesi ha avuto già più di qualche grana con le forze dell’ordine che sembrano non avergli perdonato la violazione di una norma di legge apparentemente semplice da rispettare: avvisare la Questura nel caso in cui si decidesse di ospitare un immigrato clandestino, pena il pagamento di 320 euro.


Ammettiamo che tra le tante cose da fare questa cosa può anche sfuggire ma ciò pare non interessare ai poliziotti che sono andati da Don Biancalani e gli hanno chiesto spiegazioni; se non altro perchè il ragazzo da lui ospitato senza segnalazione è poi fuggito dalla sua struttura per andare a dormire alla stazione dei treni. Ora se il prete avesse riconosciuto lo sbaglio la questione sarebbe stata chiusa sin da subito ma così non è stato ed ora il Prefetto ha dovuto inviargli un’ingiunzione di pagamento che, se non saldata al più presto, potrebbe arrivare a più di mille euro. 

Guaio che fa coppia con quello capitatogli giorni or sono quando uno dei suoi ragazzi è stato arrestato per spaccio mentre vendeva marijuana nel parco di Piazza della Resistenza in città. Anche qui don Massimo non ha fatto attendere la sua risposta in sua difesa.

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