La sindrome di Allen. Brevi note sul lazzaretto prossimo venturo

Eretico InRete
La sindrome di Allen. Brevi note sul lazzaretto prossimo venturo

Il titolo di questo articolo non inganni, è volutamente ottimistico: il lazzaretto , inteso come luogo ideale di residenza per miasmi , parassiti e sozzura, lo abbiamo già e da parecchio tempo. Dove? Basta guardarsi attorno ,in una qualsiasi delle città italiane. Fra bancarelle di abusivi per i quali l’igiene è un’opinione, baraccopoli che sorgono ogni giorno come i funghi e risorgono come l’Araba Fenice quando vengono spianate, dormitori all’aria aperta nelle piazze, nei parchi e nelle stazioni, ce ne sarebbe abbastanza per far uscir di senno la mitica Luisa “comincia presto e finisce presto” di una nota pubblicità degli anni ottanta. Invece pare che una voglia disperata di ritorno al passato , con tanto di deiezioni umane lanciate in strada dalle finestre, stia assalendo i nostri governanti. C’è nostalgia del bel tempo che fu, insomma. Ma non quello dell’amica di nonna Felicita, quel secondo ottocento che vide finalmente l’affermarsi del sapone nelle case, per le strade e addosso alle persone. Signornò. Il bel tempo che fu al quale anelano di farci tornare è il caro, vecchio, immarcescibile medioevo, epoca di epidemie devastanti, di dominio incontrastato di ratti e di pidocchi nelle case e addosso alle persone, di bagni collettivi nella stessa tinozza una volta all’anno per il Santo Natale, di afrori nauseabondi a tutte le ore del giorno e della notte. Il lettore si domanderà a questo punto chi può essere tanto stolto da voler trasformare , nel cuore della civilissima Europa del XXI secolo, una nazione – malgrado tutto - moderna e avanzata come l’Italia in un letamaio a cielo aperto. Ma è ovvio: la nostra amata classe politica per la quale, evidentemente, la metamorfosi del Paese in un immensa, caotica e invivibile corte dei miracoli non è un problema da perderci il sonno. In caso contrario, non insisterebbero a perseguire politiche migratorie che definire insensate è fare offesa ai pazzi. Con buona pace infatti del Papa, della Caritas, di MSF, dei centri sociali e della sterminata galassia di associazioni e cooperative nate sull’onda del fenomeno, è segreto di Pulcinella che la gran parte di coloro che “salviamo” in mare e depositiamo nei nostri porti, dopo cinque anni di “pura vida” dentro l’albergo a 3-4 stelle, smartphone , paghetta, pasti caldi e donna delle pulizie inclusi si vedano respingere definitivamente la domanda d’asilo e vadano ad aumentare - loro malgrado, sia chiaro - il degrado urbano di cui abbiamo parlato finora, posto che l’effettività delle espulsioni da noi è come la nave dell’Olandese Volante: tutti la conoscono, pochi l’hanno vista . Orbene, che l’ultimo pensiero di chi con l’immigrazione selvaggia ci guadagna - sia esso titolare d’albergo , socio di cooperativa o coltivatore di pomodori - è sapere che fine facciano i profughi diventati a tutti gli effetti di legge clandestini e mandati in mezzo alla strada, è lapalissiano. Casomai sarebbe un problema dei normali cittadini, ma quelli – si sa- in Italia hanno sempre contato come il due di coppe quando la briscola è a denari. C’è tuttavia, come abbiamo già accennato, un ‘altra categoria, oltre al common people, a cui in un Paese normale dovrebbe fregare una faccenda del genere. Parliamo naturalmente dei politici, cioè di coloro ai quali, da tempi di Pericle in poi (“noi ad Atene facciamo così”), è demandato il compito di rendere felici i propri governati, o quantomeno di provarci. I reggitori italiani della cosa pubblica devono invece aver smarrito l’originale del contratto sociale stipulato con gli abitanti della Penisola. Non si spiega altrimenti la pervicace caparbietà a voler far convivere la popolazione con incuria diffusa, immondizia debordante a tutte le ore del giorno e della notte, delinquenza sempre più aggressiva (pensiamo all’aumento spaventoso di furti e rapine nelle abitazioni, i cui autori molto spesso sono stranieri, soprattutto slavi, rumeni, rom e albanesi) e spazi pubblici trasformati in lupanari o in minimarket della droga. In un Paese normale, prima o poi sarebbero le urne a decretare la morte politica di chi trascurasse simili questioni (vedi Austria, dove il fronte “accoglientista” ha salvato la cadrega per 31 mila voti appena). Ma l’Italia non è mai stato un Paese normale, la classe politica al governo lo sa bene e ne approfitta. In ogni caso, tra fessi e in mala fede, il quadro resta sconsolante. La sedicente sinistra del governo Renzi (detta anche sinistra parrocchiale), dopo essere riuscita nella titanica impresa di trasformare in un partito di destra liberale la formazione politica erede di Dossetti, Gramsci e Pertini, fa la sinistra sull’unico argomento in cui decenza dovrebbe imporgli di fare un po’ la destra, ossia l’immigrazione. Sulla sinistra-sinistra (detta anche sinistra metafisica) e sui “figlioli miei marxisti immaginari” dell’universo no-glob, no-tav, no-bord , no-trip, no-tet e no-cul meglio stendere il proverbiale velo: da un’area politica che ripudia da sempre l’idea stessa di nazione e di identità nazionale cosa si può pretendere? Sarebbero capaci di scendere in strada a protestare per il diritto di “tuttalAfricamapropriotutta” di venire ad installarsi da noi. Il loro motto è “aggiungi un posto a tavola anche se la tavola è finita”. E dire che gli basterebbe svegliare per un attimo un paio di neuroni per comprendere che un’immigrazione massiccia e senza regole è un favore grosso quanto Mafia Capitale alla invitta rapacità del padronato, quella che mette i lavoratori gli uni contro gli altri , che taglia i salari e che ha a disposizione con gli immigrati un’offerta straripante , disposta a rompersi la schiena per paghe di parecchio inferiori a quelle degli italiani e per orari di lavoro che nemmeno gli schiavi delle piantagioni di cotone. Niente da fare. Convinti della bontà dell’equazione “più immigrati, più proletari pronti a fare fronte comune con gli autoctoni per la difesa dei diritti”, proseguono imperterriti a pretendere le porte spalancate a chicchessia, senza limiti di numero e senza scremature (malviventi, perdigiorno o gente onesta e per bene). Continuiamo così, facciamoci del male, diceva il tizio della Nutella gigante. Chi resta allora? I 5 Stelle sull’argomento si ostinano a mantenersi molto ambigui, essendo un movimento che ha, in egual misura, simpatizzanti con retroterra ideologici di destra e di sinistra, uniti solo dal comune denominatore della lotta alla casta. Non conviene pertanto al Direttorio che regge attualmente il movimento assumere sui migranti posizioni nette, in un senso o nell’altro . Rischierebbe in ogni caso la perdita di migliaia di voti. Alla fine dunque per chi , come l’estensore di queste note, è un giurassico elettore di sinistra che però non condivide l’idiozia della sinistra sulle politiche migratorie, sulla UE e sulla sicurezza , rimangono solo i partiti della destra cd. populista, Sì, proprio loro, quelli – per la vulgata corrente - brutti, sporchi e cattivi. Xenofobi, fanatici anti-islamisti, nazionalisti fino allo sciovinismo e chi più ne ha più ne metta. Ma anche gli unici a dire che la sicurezza è un problema che tocca principalmente le classi sociali più disagiate (i ricchi hanno i mezzi per difendersi da soli), che Sua Altezza la UE ormai è nuda e non è affatto un bel vedere , che non ci possono costringere a mangiare- noi italiani che abbiamo fatto del cibo un’arte- qualunque schifezza prodotta all’estero , che forse , in una Europa che alza i muri , tutto il Continente africano non saremo mai in grado di gestirlo e ospitarlo e che, infine, sarebbe pure l’ora , dopo decenni di genuflessione verso i mandarinati economici americani, tedeschi o sovranazionali, di recuperare dalla soffitta un po’ di dignità e di amor patrio. Si, lo so, sono rimasto vittima anch’io della nota sindrome di Allen, inteso come Woody Allen (“comincio ad avere opinioni che non condivido”). Per sfuggirvi, l’unica alternativa sarebbe entrare a far parte della grande famiglia dell’astensione, termine fino a poco tempo fa orrendo per l’elettore tipo di sinistra ma che anche costui da qualche anno ha pienamente sdoganato. Che fare?Un bel dilemma. Ma non commettete l’errore di credere che sia un dilemma per pochi intimi. Se si effettuasse un sondaggio tra l’elettorato progressista chiedendogli cosa ne pensa di tutto quello di cui abbiamo discusso finora, molto probabilmente i risultati sarebbero sconcertanti per il pensiero unico buonista che predomina nell’ala mancina dell’emiciclo parlamentare. Ragion per cui un simile sondaggio non lo faranno mai.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

"Amore Criminale: e i suoi frutti amari"

Commenti

Scrivi qua il tuo commento

Caratteri rimanenti: 1500

Commenti

  • effecar

    Eretico

    InRete

    22:10, 02 Giugno 2016

    C'è un refuso di cui mi scuso con i lettori: "l'amica di nonna Felicita" è , ovviamente, "l'amica di nonna Speranza". Chiedo perdono al grande Gozzano. :-) ERETICOINRETE.

    Rispondi

    Report


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU