Abruzzo: la Regione Verde d'Europa si trasforma in centro accoglienza profughi

Fabrizio Berini
Abruzzo: la Regione Verde d'Europa si trasforma in centro accoglienza profughi
Con la chiusura dei Balcani sono le coste italiane la destinazione principale dei migranti in fuga dai Paesi in guerra, o da dittature e povertà. Un’emergenza senza sosta che da due anni coinvolge anche l’Abruzzo, che come le altre regioni italiane è chiamata dal governo a fare la sua parte per ospitare barconi pieni di gente in cui solo una piccola parte avrà diritto a godere dello status di rifugiato. E' atteso nei prossimi giorni l’arrivo di oltre duemila persone, che verranno suddivise nelle quattro province in numero uguale: 500 migranti più o meno che saranno accolti nelle strutture private che avranno i requisiti per farlo. A tale scopo la prefettura dell’Aquila – che coordina le altre prefetture della regione – emanerà presto i bandi a cui dovranno rispondere le strutture sul territorio. Se i nuovi sbarchi dovessero avvenire prima della pubblicazione dei bandi, i migranti saranno temporaneamente accolti in quelle già abilitate. 2.446 i migranti ospitati a oggi in regione: 613 all’Aquila, 680 a Chieti, 500 a Pescara , 653 a Teramo. Secondo il viceprefetto dell’Aquila, Giuseppe Guetta, che invita i cittadini a non lasciarsi andare ad allarmismi i risultati sono positivi poiché "L’Abruzzo è un popolo accogliente e all'iniziale diffidenza fa sempre seguire spirito di accoglienza, tant’è vero che ad esempio a Sulmona è nata un’associazione di volontariato che si occupa dei migranti”. Il riferimento del viceprefetto è agli ultimi episodi di opposizione da parte dei cittadini all’arrivo stabilito da una circolare ministeriale di alcuni immigrati aggiuntivi rispetto al tetto previsto: 70 all’Aquila, 85 a Teramo, 90 a Pescara e 85 a Chieti. Chissà se il Signor viceprefetto ha ben chiaro in quale stato versi la Regione Abruzzo dal punto di vista economico o, ancor più facile per lui, in quale situazione sia ancora ridotta la città di L'Aquila a 7 anni dal terremoto. Gli abruzzesi saranno anche accoglienti perché sono persone educate, semplici e genuine ma una cosa deve essere chiara: non sono idioti con l'anello al naso!

Abruzzo, Italia

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