fatwa contro il tycoon

L'ultima dei fondamentalisti: Trump come l'Isis

Il Gan Muftì del Cairo confonde i terroristi con le vittime ed arriva a prendersela con il candidato repubblicano reo, a suo dire, di istigare il Califfo...

Redazione
L'ultima dei fondamentalisti: Trump come l'Isis

Foto ANSA

Cosa non si inventano, nel mondo islamico, pur di dare addosso al "Grande Satana americano", quello incarnato e rappresentato da Reagan, dai Bush e da Donald Trump, non certo dall'inconsistente Obama che tanto danno ha provocato alla nascita di regimi democratici in Nordafrica. Già, perché adesso salta fuori che Trump è come l'Isis, o anzi no, che l'Isis lo prende ad esempio per fare propaganda. Proprio lui che l'Isis lo spazzerebbe via in un colpo solo...


La cazzata di turno arriva dall'Osservatorio sull'islamofobia del Cairo, il "Dar El Iftaa", l'autorità egiziana che emette gli editti religiosi, le fatwa. La stessa che si autoproclama "fra i principali interpreti della Sharia", il che è tutto dire. Che, in un comunicato, sostiene che "le dichiarazioni di Trump contro i musulmani fanno gli interessi dell'organizzazione terrorista del Daesh. Quando dice 'detestano tutti noi' egli utilizza la stessa ideologia cui l'Isis fa ricorso per reclutare i giovani". "Nei suoi comunicati di propaganda, l'organizzazione ripete sempre che c'è un'ostilità eterna fra l'Islam e l'Occidente", ricorda l'Osservatorio, arrampicandosi sugli specchi.


La struttura di monitoraggio della "Casa della fatwa", che sostiene di voler intavolare un dialogo con l'Occidente e che è presieduta dal Gran Mufti d'Egitto Sheik Shawki Allam, riferisce di aver rilevato che l'Isis "utilizza molto le dichiarazioni di Trump per giustificare le operazioni terroristiche". "Dopo Bruxelles, l'organizzazione ha pubblicato un video che contiene foto di Trump" e la dichiarazione in cui il candidato repubblicano diceva che Bruxelles 20 anni fa era una delle più belle città del mondo ma è diventata uno spettacolo orribile. Tanto basta al Muftì per gettare la croce, pardon, la mezzaluna, sulla schiena del magnate americano, quasi che i suoi discorsi fossero la causa, e non l'effetto, delle stragi dell'Isis. Ma del resto, si sa, la propaganda islamica le pensa tutte. E vede in un duro e puro come Trump un potenziale pericolo per l'islamizzazione dell'Occidente.


Solo che il pistolotto moraleggiante anti-Trump suona alquanto stonato, visto il pulpito da cui viene la predica: un'organizzazione che pochi giorni dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo aveva lanciato una fatwa contro i vignettisti francesi, rei di una "provocazione ingiustificabile per i musulmani". Ancora una volta, per gli islamici le vittime erano i carnefici. Alla faccia del dialogo...

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