italica vergogna

Polizia scientifica, lo Stato si svena: indennizzo 31 centesimi!

Prendono le impronte digitali ai clandestini, alcuni dei quali malati, e vengono risarciti con una somma che sa di presa per i fondelli. Vale così poco la salute di chi ci protegge?

Fabio Cantarella
Polizia scientifica, lo Stato si svena: indennizzo 31 centesimi!

Foto ANSA

31 centesimi di euro al giorno. A tanto ammonta, com’è possibile riscontrare dallo statino accessorio alla busta paga nella foto in alto, l’indennità di “cinefotosegnalatori” che il ministero dell’Interno corrisponde agli agenti incaricati di rilevare le impronte digitali nelle varie sezioni italiane della Polizia scientifica, un reparto altamente specializzato. 

Si tratta di personale delle forze dell’ordine che trascorre gran parte delle ore di servizio davanti ad un videoterminale. Agenti della Polizia di Stato che non di rado hanno a che fare con extracomunitari che, delle volte, giungono negli uffici in condizioni igieniche non ottimali.

Si tratta delle delicate competenze assegnate loro dalla Legge 189 del 2002, meglio nota come “Bossi/Fini”. Una legge storica la “Bossi/Fini”, che ha superato l’elasticità della precedente normativa “Turco/Napolitano”, introducendo significative regolamentazioni come, per l’appunto, l'obbligo di rilevamento e registrazione delle impronte digitali degli immigrati al momento del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno.

E non solo. La Legge “Bossi/Fini” ha introdotto anche le espulsioni con accompagnamento alla frontiera, il permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo, l’inasprimento delle pene per i trafficanti di esseri umani e l’uso delle navi della Marina Militare per contrastare il traffico di clandestini. Ossia tutto il contrario di ciò che nei fatti avviene oggi, con le navi di quella che una volta era la prestigiosa Marina Militare italiane costrette a fungere da taxi per migranti.

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