SCHEGGE DVRACRVXIANE

Accettereste vaccini dagli sconosciuti?

Non è un caso che, oltre a statue, dipinti sacri e vestigia architettoniche, i potentati mondialisti stiano eradicando aneddoti popolari e racconti delle nonne

Helmut Leftbuster
Accettereste vaccini dagli sconosciuti?

Non è un caso che, oltre a statue, dipinti sacri e vestigia architettoniche, i potentati mondialisti stiano eradicando, attraverso il solito “passepartout” censorio del razzismo, favole, aneddoti popolari e racconti delle nonne come quello di non accettare alcunché dagli sconosciuti..dato potrebbero esser lupi. Questo perché la tradizionale saggezza popolare, tramandata di generazione in generazione, è intrisa di quell’istintivo buon senso ancestrale pericolosissimo per chi sta progettando la nostra dissoluzione. E allora, tenendo a mente quella raccomandazione infantile per eccellenza, vi domandiamo: berreste una pozione preparatavi da un estraneo che incontrate per strada e che ve la propone con insistenza tanto molesta quanto sospetta? Certamente no. E se tale pozione ve l'avesse preparata l’amico di un vostro caro amico, come vi comportereste? Beh, prima ne parlereste col vostro caro amico per cercare di saperne di più, e poi fareste mente locale se correre o meno il rischio di ingerire qualcosa solo sulla base di una fiducia delegata.

Andiamo oltre: se tale pozione ve l'avesse preparata una vostra zia, la berreste? In fondo, è pur sempre una vostra parente stretta, non dovrebbe volervi del male, in linea di massima. Certo, a pensarci bene, la zietta è anche la madre dei vostri cugini, coeredi nell’asse ereditario dei nonni; e una madre preferirebbe senz’altro drenare l’eredità di famiglia verso i propri figli piuttosto che vederla condividere con dei parenti, non pensate? Ma andiamo avanti con le ipotesi: se a prepararvi la misteriosa pozione fosse la vostra matrigna? Certo, le siete affezionati, è la donna che rende felice vostro padre dopo la morte di vostra madre; ed è la donna che probabilmente gli governerà anche la vecchiaia; tuttavia non è sangue del vostro sangue. Anzi, a pensarci bene, sarà anche lei una vostra coerede, presto o tardi. Quindi, a rigor di logica, pure quel calice potrebbe non essere dei più sicuri.

In ultimo, ipotizziamo invece che questa benedetta pozione ve l’abbia preparata vostra madre: la berreste ad occhi chiusi? Siamo sicuri di sì. Certo, smusereste un po’ per il fatto di sentirvi trattare ancora come dei mocciosi a cui soffiare il naso o dare l’aspirina al primo starnuto; tuttavia, alla fine, la ingurgitereste senza essere nemmeno sfiorati dall’idea che possa contenere qualcosa di nocivo per la vostra salute. A questo punto della storiella, le solite zecche nichiliste e senza patria esclamerebbero che il mondo è pieno di madri snaturate che uccidono i propri figli; e che lo è altrettanto di filantropi dal cuore d'oro che invece aiutano il proprio prossimo gratuitamente senza nemmeno conoscerlo. Beh, rispondiamo noi, il mondo è pieno anche di stronzi, se è tanto a darci tanto. Tuttavia, è la regola che fa la differenza, non l'eccezione; e di regola nessun estraneo amerà mai un figlio quanto potrà farlo un suo genitore.

Ebbene, secondo Platone, Dante, Machiavelli, Goethe, Heiddeger, l’Impero (oggi, più laicamente, lo Stato), dovrebbe essere la mamma ed il papà di ogni suo cittadino e, come tali, averne cura. Ciò, perlomeno, nella romantica supposizione di questi grandi idealisti, che però sono morti da tempo, lasciandoci in balia di non meglio identificate “élite” politiche, biecamente apolidi e cosmopolite, dalle quali sentirsi amati resta un atto di fede attendibile quanto una seduta spiritica. Già, perché un genitore non estorce le tasse a suo figlio, semmai lo aiuta a guadagnarsi da vivere onestamente. Un genitore non peggiora le condizioni di vita della propria prole, semmai si spacca la schiena per migliorarle. Un genitore non avrebbe lasciato entrare in casa propria dei condomini cinesi ammorbati di Covid 19 solo per non apparire scortese; avrebbe anzitutto tutelato la salute della propria famiglia, e solo in un secondo momento badato ai rapporti di buon vicinato.

E allora diteci: perché dovremmo fidarci nel bere una pozione di fatto preparataci da gente della quale non conosciamo neanche il nome e che non ha mai fatto nulla per meritarsi la nostra fiducia? Signori, qui non si tratta di mettere un’inutile (e comunque dannosa) mascherina o di rispettare la precedenza ad un incrocio; qui si tratta di lasciarci inoculare delle sostanze farmacologiche nel corpo, nel nostro corpo, con finalità talmente ambigue da non renderle mai divulgabili profanamente, come invece sarebbe doveroso da parte di scienziati, spesso pieni di spocchia, e di politici spesso nemmeno votati dal popolo. E allora, se nessuna autorità pubblica saprà dimostrarci di volerlo credibilmente tutelare e difendere, questo corpo, dovremo pensarci da soli.

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