CARROZZONI DI STATO

Devono assegnare 60.000 posti pubblici ma sono tutti indagati

Si chiama "Cineca" e sta gestendo anche l'ultimo "concorsone" per la scuola. Al vertice un imputato per truffa

Alessio Colzani
Il garante dei concorsi pubblici? È il primo a non rispettare gli obblighi sulla trasparenza

La nuova sede di Cineca

Il gigante dell'informatica di Stato dovrebbe gestire tra gli altri anche il famoso "concorsone", quello che assegnerà 60.000 posti di lavoro nella scuola e dovrebbe basarsi sul merito. Peccato che in Cineca l'assenza di carichi pendenti sia requisito d'ingresso solo per stagisti, borsisti e candidati a un impiego, mentre ai vertici del carrozzone si spazia dalla truffa alla bancarotta. Tutto qui? No: i docenti e gli amministratori che dovrebbero tagliarsi i compensi, per legge se li sono raddoppiati da soli, facendosi anche scudo del parere di Catricalà, commissionato e poi ignorato.

David Vannozzi, designato il 23 marzo scorso al vertice dell'ente, è imputato per truffa e falso in atto pubblico, ma la sua provata fede renziana hanno fatto superare ogni remora sul candidato che è anche "responsabile per la trasparenza" dell'ente. Sul caso sono state depositate interrogazioni rivolte al ministro Giannini, che ovviamente non hanno sortito alcun effetto.

Il direttore è in buona compagnia: sui conti di Cineca vigila Claudio Siciliotti, sindaco revisore dal 2011 e già presidente dell'Ordine dei Commercialisti, imputato a Salerno per la vicenda del crac del "pastificio Amato". L'accusa: concorso in bancarotta fraudolenta. Secondo la Procura di Salerno, Siciliotti avrebbe elaborato un'operazione di finanza immobiliare volta a far svanire il patrimonio della famiglia Amato favorendo così la crisi dell’azienda che portò al suo fallimento.

Il consiglio in carica si è aumentato gli emolumenti anziché ridurli come imponeva la legge. In base al D.L. 90/2014 dal 1 gennaio 2015 i compensi per le cariche amministrative degli enti pubblici dovevano calare del 20% sul 2013. Ma non al Cineca, dove il 20 novembre scorso il consiglio consortile del consorzio approva un ricalcolo singolare che, come risultato, non porta a una riduzione ma un aumento del 50% dei compensi. Il Cda di Cineca nel 2013 aveva percepito 102.800,63 euro e avrebbe dovuto percepire l'80% di quello ossia 82.240,50 euro, invece percepirà 124.000 euro, ossia un aumento diretto del 50,77% che va direttamente in tasca ai 5 membri del CdA del Cineca.

Tiziana Catarci, docente de La Sapienza, membro del Cda e presidente di Kion, il braccio operativo dell'ente, cerca di giustificare: "A un certo punto abbiamo ritenuto di allontanare i vertici della passata gestione per le irregolarità che abbiamo riscontrato, informandone anche la Procura di Bologna. In quel momento, senza più il dg, il Cda si è dovuto far carico di incarichi operativi c'è stata una piccola indennità di carica di 15.000 euro lordi, oltre il gettone di presenza da 400. Come vede non ci si arricchisce". Sarà, ma il sospetto che si tratti dell'ennesimo carrozzone che spreca denaro pubblico rimane.

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