IL BUSINESS DELL'IMMIGRAZIONE

Clandestini, le regioni "rosse" sono quelle che ne accolgono meno

Certificato ufficialmente il fallimento del sistema renziano d'accoglienza: su 175.000 immigrati sbarcati sulle coste italiane nel 2014 e di 121.500 nei primi 9 mesi dello scorso anno, solo 65.000 hanno fatto richiesta d'asilo nel 2014 e 25.000 nei primi cinque mesi del 2015

Alessio Colzani
Clandestini, le regioni

Gita in montagna per i clandestini in Alto Adige. Foto ANSA

I numeri parlano chiaro: l'accoglienza è un business, utile solo ad ingrassare le casse di chi mette a disposizione alberghi ed altri alloggi per ospitare i clandestini, mentre non serve a nulla per risolvere il problema. Addirittura, le cifre sulla distribuzione geografica degli aspiranti profughi rivela che a subire le conseguenze del sistema ideato dal governo Renzi sono soprattutto le regioni e le città guidate dal centrodestra, alla faccia del buonismo tanto sbandierato dalla sinistra. Il problema vero consiste nel fatto che i cosiddetti migranti che arrivano nel nostro Paese non vogliono essere identificati: l'audizione del settembre scorso della direttrice del servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato, Daniela Stradiotto, ha messo nero su bianco come il 66% dei migranti, quasi 1 su 4, non veniva mai identificato nei Centri d'identificazione. È per questo motivo che la maggior parte dei profughi è ospitata nei Cas, i centri d'accoglienza straordinaria.

Per l'accoglienza dei profughi nel 2002 è stata istituito lo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che prevede la realizzazione di progetti di "accoglienza integrata" da parte degli enti locali che danno la loro disponibilità su base volontaria. Oltre al classico vitto e alloggio si prevedono misure di assistenza per l'inserimento socio-economico nella comunità ospitante quali, per esempio, l'insegnamento della lingua italiana. I vari enti locali che fanno parte della rete Sprar per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo e per il bando del triennio 2014-2016 sono stati stanziati 180 milioni di euro. Il 23 luglio 2014, poi, il Ministero dell'Interno ha inviato al Servizio Centrale, che insieme all’Anci si occupa della gestione degli Sprar, una comunicazione per avviare "un'indagine conoscitiva" volta a verificare la disponibilità degli enti locali ad accogliere anche i minori stranieri non accompagnati anche non richiedenti asilo "specificando che il contributo statale pro capite/pro die per questi posti sarebbe stato di 45 euro".

Risulta interessante la distribuzione geografica dei 430 progetti di accoglienza Sprar suddivisi tra in 340 comuni, 31 province e 8 unioni di comuni per totale di 379 enti locali coinvolti nell'accoglienza di 20.796 profughi nei primi cinque mesi del 2015: è curioso scoprire come su un totale di quasi 8.000 comuni, per la maggior parte guidati da giunte di sinistra, solo 340 abbiano aderito al programma di "accoglienza diffusa". Nella rossa Toscana oltre agli enti provinciali di Siena e Lucca, su 280 comuni solo 12 hanno dato disponibilità ad accogliere in 595 posti di cui 381 assegnati col bando e 214 aggiuntivi. Nella sinistrissima Emilia Romagna gli enti locali coinvolti sono solo 14 per un totale di 831 posti disponibili, mentre nelle vicine Marche sono attivi una quindicina di progetti Sprar che interessano una decina di comuni su 230 e 3 province su 5.

Per completare il quadro, nel bando per il 2016-2017 si sottolinea che "non esiste un costo giornaliero (prodie/procapite) definito, essendo il piano finanziario preventivo la formalizzazione economica delle attività che si intendono svolgere, così come descritte nella domanda di contributo" e che "in fase di valutazione di tali domande, la Commissione terrà conto dell'economicità della singola proposta progettuale, con riferimento allo standard rilevato all'interno dello SPRAR e in termini di coerenza di budget con i servizi previsti". L'Anci, dal canto suo, nel luglio 2015, aveva giudicato in maniera positiva l'ampliamento di almeno 10.000 posti per la rete SPRAR e la riduzione da parte del governo del 5% della quota di cofinanziamento da parte dei Comuni.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU