Il Ministro a Bologna

Alfano: "Non confondiamo chi prega con chi spara"

Rifiutare l'equazione terrorismo uguale immigrazione. Lo ha ribadito il presidente dell'NCD nella città turrita

Alfredo Lissoni
Alfano:

Foto ANSA

Immigrato uguale terrorista. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano dice no. "Non posso escludere che ci siano infiltrazioni terroristiche attraverso l'immigrazione, ma non è possibile ed è profondamente ingiusta l'equazione terrorismo uguale immigrazione". Questo in  sintesi il senso del discorso del ministro intervenuto ad un convegno su web security e terrorismo organizzato dalla facoltà di Sociologia dell'Università di Bologna. 


"Non posso escluderlo e per questo in Italia siamo vigili", ha aggiunto, "ma l'equazione terrorismo uguale immigrazione è profondamente ingiusta, non solo culturalmente ma anche rispetto alla realtà dei fatti. Dobbiamo distinguere chi prega da chi spara, quindi assicurare la preghiera a chi vuole pregare, ma perseguire chi socializza con i terroristi e inneggia alla violenza.  Nel mondo ci sono 1,5 miliardi di musulmani, di cui 1,6 milioni sono in Italia. Dobbiamo considerarli tutti terroristi?".


"No", ha ribadito Alfano; "dobbiamo dare risposte diverse; è stupido e sconveniente considerare tutti i musulmani come dei terroristi. Chi prega, prega il suo Dio, non conosco un Dio che predica le stragi; ogni Dio predica amore con parole diverse, ma non c'è un Dio che predica violenza". I terroristi, secondo il ministro "hanno preso in ostaggio il loro Dio a pretesto delle loro azioni violente. Confondere chi prega a chi spara è regalare al Califfato tutta la simpatia di quelli che si sentirebbero esclusi da una comunità che li rifiuta senza motivi". "Abbiamo il dovere", ha aggiunto, "di inseguire e arrestare i terroristi, non dargli scampo; al tempo stesso difendere la libertà religiosa sapendo che c'è una zona grigia. Io stesso ho firmato il decreto per cacciare cinque imam che inneggiavano alla violenza, all'odio razziale e antisemita e socializzavano con i terroristi. La libertà di preghiera va assicurata, ma bisogna rispettare le regole".

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