Senza vergogna

A Milano la sinistra festeggia in piazza con i clandestini l'occupazione della caserma

Tra canti e balli, insulti contro il centrodestra e inni alla città meticcia e multietnica, la maggioranza che sostiene il sindaco Sala esulta per l'invasione

Redazione
A Milano la sinistra festeggia in piazza con i clandestini l'occupazione della caserma

Uno degli striscioni dei centri sociali

La sinistra milanese e non solo si è ritrovata martedì 1 novembre davanti alla caserma Montello, gentilmente concessa come albergo a 300 clandestini dall'accoppiata di sindaco e prefetto, per festeggiare un nuovo tassello del business dell'invasione programmata, sponsorizzata dal governo Renzi a spese dei contribuenti italiani. Una vera e propria festa di benvenuto, per la quale chissà se qualcuno avrà verificato l'esistenza di quelle autorizzazioni che in teoria sarebbero necessarie, per salutare l'arrivo dei nuovi occupanti, cogliendo l'occasione per ricoprire di insulti gli esponenti politici di centrodestra.

Le facce presenti erano le solite, ben note, che animano tutte le pagliacciate della sinistra nel capoluogo lombardo: oltre a un fantomatico comitato "Zona 8 solidale", presenti i centri sociali Cantiere e Lambretta, i movimenti e la Banda degli ottoni a scoppio. Issato uno striscione per dimostrare una inesistente condivisione dei cittadini nell'accettare l'imposizione degli immigrati, con una scritta di benvenuto in tre lingue (eritreo, etiope e sudanese). Al presidio anche i rappresentanti delle solite associazioni che lucrano sull'accoglienza, da Emergency e Naga, oltre all'assessore al Welfare del Comune di Milano, Piefrancesco Majorino.

I veri comitati, quelli composti da chi davvero risiede nella zona, nei giorni scorsi avevano invece manifestato chiaramente la loro contrarietà all'utilizzo della caserma come centro d'accoglienza, supportati da alcuni partiti di centrodestra e in modo particolare dalla Lega, scesa in piazza con il suo leader Matteo Salvini. I kompagni, nel corso della loro festa di benvenuto alla presenza anche di una ventina dei clandestini ospitati nella struttura, non hanno mancato di esporre striscioni con patetici slogan come ad esempio "Gli unici stranieri, i fascisti nei quartieri" e "Il vento fischia ancora".

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