un dramma che coinvolge gli umani ed i loro pets

Gli animali e il terremoto

Dopo gli ultimi sciami sismici i volontari hanno prestato soccorso ed accoglienza anche a molti animali, provati diversamente ma altrettanto acutamente, per la loro alta percettività del fenomeno tellurico

0
Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Animali e terremoto

Nella foto, Quentin

Le Associazioni animaliste in queste defatiganti giornate di emergenza per la distruzione e disperazione generale causate dall'incessante terremoto che sta percuotendo Marche, Umbria e Lazio, stanno richiamato l'attenzione sulla sorte degli animali: più di sessantamila allevamenti coinvolti, e più di cinquemila i pet che vengono ricoverati nelle tendopoli e negli alberghi assieme ai propri amici umani. Quasi quotidianamente vengono estratti vivi dalle macerie gatti e cani (vi sono casi in cui sono stati riportatati alla luce dopo molti giorni, e riaffidati fortunatamente alle cure dei proprietari, alcune gattine e recentemente un cane che hanno lottato per la propria sopravvivenza oppressi delle macerie, dal freddo e dalla mancanza di cibo)!

Per questo motivo è doveroso tessere grandi encomi ai vigili del fuoco e a i tutti volontari che si prodigano non solo ad assistere ed accudire le persone attonite e stremate da questa tragedia, ma persino si adoprano a disseppellire nelle povere rimanenze di abitazioni e luoghi civici, queste povere creature strappate anch'esse violentemente alla loro quotidianità ed al loro focolare domestico. Alltri animali invece hanno avuto una sorte differente, allontananandosi impauriti, sono così scomparsi, e molti di loro sono stati incapaci di ritrovare la propria dimora. Il panorama predominante di questi luoghi è l'emblema tangibile di un collasso di civiltà, di un annichilimento materiale, di uno scompaginamento topografico, artistico, e culturale, (pensiamo alla Basilica di San Benedetto da Norcia completamente divelta), e di un aleggiante e macabro "biancore" una assenza psicologica da parte della gente, un voler prendere congedo da questa immanenza che ha privato loro non solo di beni materiali ma che soprattutto ha immerso la loro coscienza in una "sincope" di rigetto verso la propria esistenza ormai irrimediabilmente alterata.

Fantasmi che si aggirano tra zone irriconoscibili, popolazioni stremate e costantemente allertate ma ugualmente decise a non sradicare se stesse dalle proprie regioni, dai propri affetti, e con loro anche le proprie bestiole domestiche...A tal proposito, mi sovviene una immagine molto intensa tratta dal film di animazione di Bruno Bozzetto, Allegro non troppo (1976): l'episodio corredato da il Valzer Triste di Jean Sibelius in cui un gatto si aggira in una casa in rovina pensando melanconicamente ad un passato che non c'è più: i suoi ricordi sembrano prendere vita e concretizzarsi ma in pochi istanti scompaiono ed il povero micio si trova nuovamente a confrontarsi con una realtà di devastata desolazione finchè anch'esso scompare quando la casa rovina definitivamente...

Ed infatti in queste zone vi sono stalle e caseifici lesionati o inagibili, mucche lasciate all’aperto nei pascoli nonostante le basse temperature; recentemente una signora anziana ha inseguito le sue galline, fuggite dopo il sisma, inerspicandosi su sentieri inagibili e strade ormai distrutte, nel tentativo di riportale al sicuro. La Coldiretti ha lanciato un grave allarme: è necessario intervenire nei fabbricati rurali già precedentemente lesionati dal sisma del 24 Agosto. Gli allevatori non possono lasciare incustoditi o allo sbando stalle, fienili dove si accudivano numerosi animali; vi sono posti inagibili, caseifici e fattorie agricole che abbisognano di strutture adatte a salvaguardare la vita di tanti contadini ed imprenditori nonchè dei loro allevamenti. Purtroppo ciò che appare dopo questa sequela di scosse con magnitudo elevati, è più che desolante; paesi inghiottiti da nulla, detriti e macerie ovunque, irriconoscibili vestigie di un passato non lontano, vite travolte da ciò che queste tenaci popolazioni hanno soprannominato "il mostro".

Ciò che è più che evidente è che l'Appennino si sta abbassando; pezzi di crosta sprofondano, in questo territorio così bello artisticamente e naturalmente, ma purtroppo geologicamente complicato, stretto, frammentario, e perciò non è possibile cimentarsi a prevedere quando avverrà l'assestamento (così asserisce il geologo Mario Tozzi che auspica anche una maggiore consapevolezza nel predisporre strutture ed edifici antisismici in zone come queste potenzialmente predisposte ai dissestamenti geofisici).

Tornando a parlare di animali, la mattina del terremoto del 30 Ottobre scorso, una signora di Saronno mi manda un messaggio chiedendomi se la mia micia o il mio cane avessero per così dire "avvertito" qualcosa di anomalo, in quanto il suo gatto si era improvvisamente infrattato in cantina, miagolando nervosamente e si rifiutava di farsi avvicinare, soffiante e tremolante di paura. Una mia amica di Perugia, invece, mi ha telefonato piangendo dicendomi che la sua cagnolina, il medesimo giorno, era apparsa molto spaventata, in uno stato di allerta ed irrequietezza, sconvolta da ogni piccolo rumore, per poi cadere in una specie di catatonia. Tempo fa un'altra mia cara amica mi aveva raccontato che poco prima del sisma che sconvolse il Friuli nel 1976, il suo gatto Paffy si era messo ad arrampicarsi nervosamente sull'albero di cachi che avevano in giardino, scendendo e salendo ripetutamente, tanto che lei e sua mamma credettero che il povero micio si fosse procurato qualche trauma.

Sui social inoltre si sono moltiplicati i racconti riguardanti pet che, a giudizio dei propri compagni umani, avevano assunto strane condotte, o prima o in concomitanza del terremoto, mettendosi a miagolare o ululare scossi ed inquieti, e spesso facendo i propri bisogni in luoghi inusuali. Cosa dedurre da ciò? Nell'antichità agli animali venivano attribuite qualità vaticinatorie, ed è stato tramandato che essi fossero in grado di presagire mutamenti climatici, ambientali e persino mutamenti idrosferici e litosferici. La peculiare percettività di molte creature viventi li rende sensibili ad esempio al movimento delle onde P, dette compressionali o Primarie, che sono le prime a diffondersi nelle falde e che per la loro velocità anticipano le onde secondarie.

Tuttavia se gli animali assumono comportamenti inusuali anche ore, giorni prima di un evento sismico è molto probabile che entrino in gioco altri fattori come ad esempio, campi elettromagnetici, variazioni del campo magnetico terrestre, onde vibrazionali impercettibili all'orecchio umano, nonchè esalazioni di gas smossi nel sottosuolo. Se potrebbe apparire strano che anche qui in Lombardia alcuni animali abbiano per così dire presagito questi recenti sismi anche a molti km di distanza dal possibile epicentro, dobbiamo considerare in primis che per un terremoto di media magnitudo l'area interessata sarà decisasamente più alta ed espansa, e quindi con un tasso di rilevanza elevato.Tuttavia non si può ragionevolmente presumere che ci si debba avvalere di questa innata percettività degli animali per monitorare lo sviluppo di un potenziale terremoto; vi sono molte altre cause più usuali che possono provocare stati di nervosismo, ed è più logico presumere che se realmente i nostri pet hanno avvertito qualche segno di instabilità o di mutazione geofisica, lo si potrà constatare solo a posteriori.

Tuttavia sismologi ed etologi, senza scomodare appunto la classicità, si sono a volte posti la domanda se possano esistere segnali premonitori dell'avvento di terremoti devastanti; è pur vero che persino gli uccelli si misero a volare in modo frenetico e caotico in prossimità del terremoto che sconvolse il Friuli nel 1976, ma esistono molti altri esempi riguardanti anche altre specie che hanno reso attoniti gli studiosi. Ad esempio serpenti che si destano dal loro letargo, e persino celenterati e molluschi che storditi, si riversano in luoghi inadatti a loro, prima di una forte scossa tellurica. All' Aquila, alcuni rospi autoctoni abbandonarono il proprio stagno poco giorni prima che la città venisse abbattuta dal terremoto. Molto probabilmente la pressione fisica a cui erano sottoposte le rocce, aveva mutato la composizione chimica dell'acqua spingendo questi animali ad emergere, alla ricerca di una pozza agibile alla loro sopravvivenza.

Alcuni ricercatori sostengono che molti animali di habitat in maggiore contatto con le profondità idrogeologiche o tettoniche, siano maggiormente sensibili ai cambiamenti chimici fisici della Terra. Dunque l'ecosistema esterno ed interno terrestre è profondamente correlato; ed è risaputo che un disequilibrio nella crosta terrestre possa causare reazioni chimiche nella materia organica disciolta in laghi, fiumi e mari. Tali mutazioni tuttavia potrebbero divenire tossiche ed alterare gravemente l'abitabiltà per talune specie di profondità che cercherebbero così di migrare in luoghi più sicuri. Pur presupponendo ciò, tuttavia, non è ancora possibile monitorare determinati segnali che il mondo naturale ci esprime di fronte a grandi sconvolgimenti geofisici e da ciò costruire un preciso calcolo statistico di probabilità che consenta finalmente di rilevare la formazione di un sistema sismico.

E tornando ai nostri pet? Molte leggende, eleggono i felini come animali eccezionalmente dotati di qualità predittive peculiari, forse retaggio del mitico passato stregonesco o molto probabilmente per la loro atavica peculiarità di creature solo, in fondo, parzialmente addomesticate ed ancora molto permeate di ferinità ed innata simbiosi con gli eventi naturali. Se gli etologi ascrivono agli animali questa peculiare sensibilità ai terremoti, dovuta proprio alla primordiale esigenza di porsi in salvo, è indiscussamente vero che come i loro compagni umani essi manifestino stess post traumatici ed emozioni ansiogene. Perciò è anche necessario operare per ricongiungere i pet ai loro cari, perchè per entrambi è necessario e confortante poter ricreare nuovamente un piccolo angolo di familarità, sicurezza, e di reciproco supporto affettivo anche se occorerà tempo per superare l'inquietudine ed il permanente stato di allerta.



Ma il ristabilirsi di queste relazioni può significare molto anche per coloro che sono stati colpiti dal sisma; e ciò significa predisporre ineludibili supporti psicologi e zooantropologici. Il mio pensiero e la mia empatia sono destinati dunque a tutte le persone che stanno patendo questa tragico evento, ai loro cari, ai soccoritori e volontari, ed anche a tutti gli animali anch'essi purtroppo sfortunatamente travolti dal sisma.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU