La proposta a prefetto e vescovo di Bergamo

Il sindaco leghista: "Via i clandestini, ospitiamo i terremotati"

Valoti chiede di destinare agli sfollati l'ex colonia dove sono stipati decine di presunti profughi: "Si tratta di stabilire delle priorità. Il governo ci prende in giro: è folle mettere 60 immigrati in una frazione di 300 abitanti. Rischiamo il ghetto"

Marco Dozio
Il sindaco leghista: "Via i clandestini, ospitiamo i terremotati"

Dare la precedenza ai terremotati. Giorgio Valoti, sindaco leghista di Cene nella Bergamasca, ha chiesto al vescovo e al prefetto di mettere a disposizione degli sfollati l’ex colonia del monte Bue, di proprietà della diocesi, dove ora sono stipati 60 presunti profughi. “Sono vicino alle persone appena colpite dal terremoto. La proposta che porterò avanti, sia con il Vescovo sia con il Prefetto, è quella di usare la casa vacanze della curia, appena assegnata a 60 cittadini stranieri, come struttura d’accoglienza per le persone terremotate che hanno perso la loro casa”.

Valoti settimana scorsa si era visto rifilare decine di immigrati dalla prefettura, la quale non si era premurata di concordare alcunchè con l’istituzione che rappresenta il territorio. Improvvisazione, disorganizzazione, pianificazione assente, inefficienza e sciatteria. Un esempio di come il governo sta (mal)gestendo il fenomeno. Tant’è che il sindaco era arrivato a comunicare l’arrivo in paese degli “ospiti” attraverso i cartelloni luminosi, specificando che si trattava di un’imposizione “senza alcuna informazione preventiva” del prefetto Tiziana Costantino.

Dopo il sisma che ha costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case, il sindaco rilancia sulle priorità. “Se avessi affittato un appartamento e a un certo punto mi ritrovassi ad avere un figlio in stato di necessità, non avrei dubbi su cosa fare”, spiega Valoti al Populista.it, ricordando che attende ancora dal prefetto i certificati sull’agibilità della struttura: “Non ho avuto risposte in questo senso dalla prefettura. Si tratta di documenti che richiediamo ai comuni cittadini, non si capisce perché in questo caso dovremmo fare un’eccezione”.

I 60 presunti profughi sono stati spediti sul monte Bue, in una frazione di 300 abitanti a 4 chilometri dal centro del paese: “Non è dato sapere per quanto tempo queste persone soggiorneranno nell’ex colonia. Mettere da un giorno all'altro 60 immigrati in un contesto di 300 abitanti è miope e folle. C’è il serio rischio che si crei un ghetto”. Naturalmente, numeri alla mano, l’ennesima imposizione dello Stato stravolge le favolette di Alfano sulla presunta “equa distribuzione dei migranti”, che pareva fissata sui 3 immigrati ogni mille abitanti. “Siamo di fronte all’ennesima presa in giro del governo. In base ai circa 4250 residenti di Cene, avremmo dovuto ospitare una quindicina di presunti profughi”, aggiunge il sindaco, osservando che i “richiedenti asilo” non paiono scappare da zone dilaniate dalla guerra: “Sono giovani maschi, arrivano dall’Africa subsahariana o dal Bangladesh, da situazioni dove non è in corso alcuna guerra”.

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