Lo studio di Frans de Waal

Intelligenza animale: siamo in grado di comprenderla?

0
Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Animali: siamo in grado di capirli?

Foto Dora Il Grande

Intelligenza animale: l'etologo Frans de Waal puntualizza nel libro Siamo così intelligenti, da capire l'intelligenza degli animali? (Raffaello Cortina Editore) come gli attuali ed "in fieri" studi cognitivi rappresentino una completa e più appassionante visione delle facoltà di comprensione e di sagacia degli incredibili e poliedrici coinquilini del nostro pianeta.


"La definizione del comportamento delle scimmie antropomorfe come 'cultura' significa semplicemente che si dovrà trovare un'altra parola per indicare ciò che fanno gli esseri umani"
Jonathan Marks


Nessuna verità mi sembra più evidente del fatto che le bestie sono dotate di pensiero e ragione come gli uomini
David Hume


Questi due asserti comprendono, se pur sinteticamente, il pensiero del primatologo ed etologo Frans de Waal, che per anni si è applicato a studiare cognitivamente gli animali, domandandosi quale fosse la differenza precipua tra le loro e la nostra mente, studiando numerose specie dai delfini ai pipistrelli alle pecore, alle varie razze di scimmie, fino ai corvidi ed alle vespe, disvelando una verità molto spesso sottovalutata; ossia che le capacità animali, che siano di campo manuale, emotivo ed intellettivo dimostrano un grado di metacognizione alquanto analoga a quella dell'essere umano. Ed effettivamente nel suo libro dal titolo molto accattivante, Siamo così intelligenti, da capire l'intelligenza degli animali?, è racchiusa l'incontrovertibile constatazione che troppo spesso l'antropocentrismo umano, negli studi etologici, utilizzando categorie e parametri erronei, non ha saputo comprendere l'efficienza ed il valore del pensiero e della coscienza degli animali. In questo libro "rivoluzionario ed innovativo" (in quanto la sua lettura cambierà notevolmente il nostro modo di osservare e considerare il nostro ecosistema), l'autore si propone di presentarci storie di uso quotidiano dell'intelligenza animale e di portare prove concrete di essa. Mediante esperimenti controllati che consistono anche nell'esaminare sistematicamente quelle idee inaspettate e sorprese che sorgono dall'interazione oggettiva con essi, e confrontandole con quelle dei colleghi zoologi si può dunque giungere ad una piena comprensione del significato reale del comportamento animale.

Difatti secondo de Waal, prima di domandarci se gli animali posseggano o meno un certo tipo di intelligenza occorre partire da due necessarie riflessioni; la prima che consiste nel superare la resistenza interna a non considerare questa possibilità, la seconda, occorre capacitarsi che il confronto non si pone tra esseri umani ed animali, bensì tra una specie animale, la nostra, ed una grande varietà di altre! Non stiamo perciò confrontando due categorie separate di intelligenza bensì variazioni all'interno di una singola categoria. Infatti quando osserviamo la natura noi vi applichiamo il nostro metodo d'indagine, non la osserviamo mai in se stessa; ed occorre essere consapevoli, essendo le nostre esperienze ben dissimili da quelle, ad esempio di un leone, che ci riuscirà alquanto difficile capirne il suo linguaggio anche se dovesse parlare la nostra stessa lingua. Come valutare dunque la cognizione (ossia la trasformazione dell'input sensoriale in conoscenza dell'ambiente e la sua applicazione) e l'intelligenza di un animale? Certamente, adottando il metodo di Heisenberg, il lavoro scientifico degli esseri umani consiste nel porre domande sulla natura nel linguaggio che possediamo, e nel cercare di ottenere una risposta dall'esperimento con i mezzi che sono a nostra disposizione.

Detto ciò, tuttavia, in questo libro troviamo numerosi test effettuati con animali di ogni specie che ci rendono increduli di fronte alle loro potenzialità come ad esempio elefanti ed uccelli che sono in grado di riconoscere la loro immagine riflessa nello specchio, e ciò fa supporre che non sempre sia proficuo proiettare su di essi i nostri standard umani di valutazione. Lo zoologo Donal Griffin, in un seminario che presentava il risultato dei suoi studi, così riferisce l'autore, arrivò persino a supporre che la coscienza, parte integrante di tutti i processi cognitivi, fosse appannaggio anche degli animali. L'autore in questo testo ripercorre la storia della etologia citando numerosi pionieri dell'etologia come Kohler, Tolman e Yerkes appartenenti alla prima generazione di studiosi, seguiti ad esempio, da Menzel, Gallup e Beck della seconda generazione, mentre lui si definisce appartenente alla terza generazione di ricercatori dediti alla cognizione evoluzionistica convinti che nei prossimi anni molto si avrà da aggiungere e da conseguire grazie alle scienze neurocognitive. Lo studio del comportamento animale è certamente fra gli sforzi più antichi compiuti dall'uomo per cercare di capire il suo mondo. E abbandonando una visione speculativa antropocentrica si sta sviluppando un maggiore interesse per i variabili stili di vita animali, perché la sfida è quella di arrivare a pensare in maniera più simile a loro in modo tale da aprire la nostra mente alle loro condizioni e ai loro obiettivi specifici, nonché osservarli e capirli nei loro propri termini. Secondo de Waal "Invece di fare dell'umanità la misura di tutte le cose, dobbiamo valutare le altre specie per ciò che esse sono. Così facendo sono sicuro che scopriremmo molte fonti magiche, comprese alcune che sono ancora al di fuori della nostra immaginazione".

A ragione di ciò l'autore ci conduce attraverso la storia dell'etologia e dei suoi più illustri rappresentanti (Konrad Lorenz spicca tra questi), ma soprattutto ci racconta di quante sorprendenti capacità e volizioni siano dotati gli animali, sottolineando in primis che l'abbandono della concezione behaviorista alla Skinner, "una primatologia", definita "da poltrona", più interessata al controllo sperimentale piuttosto che al puro comportamento animale, fu il prerequisito basilare per lo sviluppo di una cognizione evoluzionista capace di recusare la convinzione che gli animali fossero macchine stimolo-risposta. Lo psicologo Wolfang Kohler riscontrò, in seguito, ad esempio, durante un esperimento con gli scimpanzé, che essi, una volta scoperta la soluzione in alcune prove a cui erano stati sottoposti, erano in grado di risolverne altre in situazioni analoghe; dunque essi avevano appreso dall' esperienza, e le loro reazioni potevano essere classificate come dotate di una certa forma di pensiero. Altri esperimenti condotti su corvidi ed insetti ed ovini dimostrarono che non solo i primati riconoscono le facce ma che una fisionomia è per loro qualcosa di speciale, e che ciò che noi riteniamo masse o gruppi anonimi posseggano in realtà una grande differenziazione tra loro.


È sorprendente leggere in questo libro quale abilità di riflessione e di azione possano essere utilizzate dagli animali per perseguire un loro fine: come il corvo che gettava sassolini in un bicchiere per far salire il livello di acqua e bere, oppure come lo scimpanzé capace di discernere tra alcuni tubi quali tra esso contenesse del cibo, per non trascurare l'abilità di quest'ultimo di utilizzare bastoni o gusci di noce, o altre specie di utensili, per procurarsi ciò che gli interessava. L'autore prende in esame anche il linguaggio e si domanda se noi potremmo mai avere una conversazione intelligente con gli animali. Anche in questo caso Frans de Waal osserva che le lingue attuali sono molto complesse ed elaborate in quanto esse esprimono pensieri, riflessioni, sentimenti, conoscenza ed altro, quindi posseggono una capacità incredibilmente ricca che sembra esclusivo appannaggio umano. Tuttavia, come nel caso di moltissimi fenomeni umani maggiori, una volta che li suddividiamo in parti più piccole, potremmo trovarne alcuni altrove.

Ciò fa parte di un procedimento che de Waal ha applicato in molti libri studiando politica, cultura e morale nei primati; in effetti elementi di importanza cruciale come alleanze di potere, diffusioni di abitudine, nonché empatia ed equità si possono scoprire anche al di fuori della nostra specie e ciò vale anche per capacità sottostanti al linguaggio. Le api ad esempio segnalano all'alveare ubicazioni di fonti lontane di nettare, mentre taluni scimpanzé emettono richiami in sequenze prevedibili che possono assomigliare ad una primitiva e rudimentale sintassi. Che dire inoltre dei delfini in grado di soccorrere empaticamente un loro compagno stordito sostenendolo in modo tale che il suo sfiatatoio rimanga sopra la superfice dell'acqua, o delle scimmie che procurano cibo ad un elemento del loro gruppo malato, della ghiandaia che nasconde un verme mentre viene osservata da un'altra ghiandaia dietro un vetro, e che appena rimasta sola se lo riprende per nasconderlo altrove? O di Ayumu un giovane scimpanzé maschio che nel 2007 umiliò la memora umana usando un touchscreen, ricordando così una serie di numeri da 1 a 9 e segnalandoli nel giusto ordine anche se venivano sparsi in modo casuale sullo schermo?

L'autore inoltre fa notare che durante un esperimento, in cui si misura la cognizione di bambini e scimpanzé, i modi sono solo superficialmente simili in quanto i primi sono seduti in grembo ai genitori che contribuiscono ad una interazione migliore e li predispongono ad una comunicazione attiva, mentre i secondi sono penalizzati in quanto hanno di fronte a sé membri di un'altra specie. Per questo motivo nell'analisi del comportamento animale si deve utilizzare un approccio conspecifico consistente nel sottoporre ad un test una specie con modelli di ruolo connaturati alla propria fisiologia e classe di appartenenza. Ogni singola specie ha profonde intuizioni da offrirci, dato che la sua cognizione è il prodotto delle stesse forze che plasmarono la nostra specie. In conclusione, il compito del moderno etologo è quello di trovare in che modo operi la cognizione in generale, e di individuare qli elementi essa richieda per funzionare, nonché come questi elementi siano sintonizzati ai sistemi sensoriali ed all'ecologia propria di ogni singola specie. L'autore preconizza così un futuro in cui si esplorerà una gamma di capacità in organismi specifici sull'assunto della generalizzabilità. Così apprenderemo molte altre novità sulle abilità tecniche dei corvidi, sulla conformità dei guppy (pesciolini d'acquario), sulla empatia dei canidi, sulle capacità categorizzanti dei pappagalli e via dicendo...Tutto ciò in fondo dipende dal fatto di essere in grado di aggirare il fragile io umano e di considerare la cognizione come un qualsiasi altro fenomeno biologico.

Gli animali siano essi mammiferi o uccelli, o altro, dimostrano di essere cooperanti, di possedere abilità sociali e di usufruire di memorie episodiche, e di saper prevedere e pianificare azioni che possano essere utili in futuro; come il bonobo che sul dorso porta una pietra che le servirà più avanti nel suo cammino per aprire della frutta. E non è forse sorprendente anche il polpo, che possedendo un sistema nervoso complesso e decentrato, riesce ad aprire un barattolo a chiusura ermetica? D'altronde i cefalopodi hanno un sistema centrale simile ad Internet dove c'è un esteso controllo locale; sono organismi con pelle capace di vedere e otto braccia in grado di pensare in modo indipendente, e per ciò taluni lo ritengono l'organismo più intelligente dell'oceano, un essere senziente di cui noi purtroppo ci cibiamo. Ma d' altronde occorre considerare che ogni essere è a sé, ed anche il polpo è tale, e dunque risulta impossibile compiere parallelismi con altri esseri. Una cosa è certa; dopo aver letto questo libro la nostra personale considerazione ed il nostro rispetto per gli animali si accresceranno di una nuova consapevolezza e non potremmo che interagire con loro in un modo certamente più onnicomprensivo e perché no, anche decisamente più deferente.


 

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU