Giornata storica

Massacrato dalla Spagna, il popolo catalano si è conquistato la libertà

Manganellate a donne e anziani, seggi devastati, ma in oltre 3 milioni hanno votato: il 55% degli aventi diritto. Sì al 90%: la Catalunya sarà indipendente

Redazione
Massacrato dalla Spagna, il popolo catalano si è conquistato la propria libertà

Le violenze della Guardia Civil

Nel referendum sull'indipendenza della Catalunya hanno votato 2.262.424 cittadini, come annunciato dal portavoce del governo catalano Jordi Turull durante una conferenza stampa tenutasi dopo la mezzanotte del 2 ottobre. Di questi, il 90% (2.020.144) si sono espressi a favore, mentre il 7.8% (176.000 voti) ha detto no alla separazione. Le schede bianche sono state 45.585 e 20.129 sono state dichiarate nulle. Al momento in cui i risultati sono stati ufficializzati, il governo ha aggiunto che rimanevano ancora circa 15.000 schede da scrutinare.

Turul ha sottolineato che oltre a queste schede, ce ne sono altre migliaia che non hanno potuto essere conteggiate a causa della repressione spagnola: la Guardia Civil ha infatti fatto irruzione in diversi seggi, chiudendoli e portando via le urne, manganellando donne e anziani. Per questo motivo sono andati persi almeno altri 770.000 voti espressi dai cittadini catalani, il che porta il totale dei votanti a oltre 3 milioni di persone, come era già stato previsto: in tutto, a esprimersi è stato quindi il 55% di coloro che avevano diritto al voto.

"400 scuole sono state sigillate e molte schede già votate sono state sequestrate", ha spiegato Turul. Il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, accompagnato dai suoi ministri, ha annunciato che a seguito del referendum la Catalogna "si è guadagnata il diritto di essere uno Stato indipendente". Dalla sala gotica del Palau, Puigdemont ha annunciato al Parlamento che una volta acquisito il risultato verranno adottate le conseguenti misure. In pratica, il prossimo passo di Puigdemont sarà la dichiarazione di indipendenza della Catalunya.

Il presidente ha fatto appello all'Europa, sottolineando che la Catalunya "non è più una questione interna" e che il comportamento della Spagna "attenta ai diritti fondamentali". Il presidente ha anche ringraziato la popolazione per il comportamento tenuto durante la giornata e ha ricordato gli 800 catalani che "hanno subito gravi ferite, violenze e chiare violazioni dei diritti umani che non possono restare impuniti. I cittadini della Catalogna si sono guadagnati il diritto di avere uno Stato indipendente costituito come repubblica", ha detto.

Il presidente catalano ha inoltre aggiunto che "il governo trasferirà nei prossimi giorni al Parlamento, sede e espressione della sovranità del nostro popolo, i risultati della giornata odierna per agire conformemente alle disposizioni della Legge istitutiva del referendum". Cioè, verrà dichiarata l'indipendenza. Puigdemont ha accusato la "violenza assurda, abusiva e grave della polizia ordinata dal governo spagnolo. Lo Stato spagnolo ha scritto oggi una pagina vergognosa nella storia della sua reazione con la Catalogna", ha affermato Puigdemont.

Ha inoltre ricordato che "troppo spesso la repressione e la violenza sono state la risposta del Paese alle aspirazioni catalane. Oggi, nonostante il fatto che siamo nell'Unione europea, anche se siamo nel XXI secolo, quello della libertà di informazione e della globalizzazione, la risposta dello Stato è stata ancora una volta quella della violenza e della repressione" ha accusato. "Oggi abbiamo detto che è finita", ha concluso. Ormai, "la situazione che si è creata in Catalogna non è più un affare interno, si tratta di una questione di interesse europeo".

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