con la scusa dell'odio razziale

Brexit: la May si libera anche degli immigrati

Non solo "bye bye Bruxelles". Giocando sulle tensioni fra inglesi e stranieri, il Primo Ministro, ormai slegato dai vincoli comunitari, ne approfitta per annunciare la chiusura delle frontiere

Alfredo Lissoni
Brexit: la May si libera anche degli immigrati

Foto ANSA

La premier britannica Theresa May ha ribadito senza mezzi termini l'impegno a ridurre gli ingressi degli immigrati Ue nel Regno Unito dopo la Brexit. Lo hanno messo in rilievo le prime pagine diversi giornali all'indomani della riunione di governo ai Chequers, la residenza di campagna del primo ministro. Il controllo dei confini deve avvenire nelle intenzioni dell'esecutivo ''ad ogni prezzo'', anche se questo avesse un impatto nelle trattative con Bruxelles sugli accordi commerciali con l'Europa.

Sebbene non sia ancora chiaro quali saranno i vincoli introdotti agli arrivi dall'Ue, il Guardian già denuncia un crescente clima di odio razziale alimentato dalla Brexit. È il caso dei timori diffusi fra i polacchi che vivono ad Harlow, nell'Essex, dopo l'uccisione di un 40enne membro della loro comunità da parte di alcuni teenager. Ed episodi del genere non fanno che accrescere la tensione fra i cittadini Ue che cercano di assicurarsi uno status nella Gran Bretagna della Brexit. Si sta quindi assistendo al boom nelle richieste di residenza da parte di quanti vogliono essere 'regolarizzati' prima che entrino in vigore le misure restrittive promesse dalla May.


Il governo, rivela il Financial Times, a fronte di centinaia di migliaia di domande che arriveranno sta cercando di velocizzare l'iter burocratico con un nuovo sistema online. Ma ne approfitta anche per far sapere che non accoglierà nuove richieste. La scusa è quella del "rischio banlieu", dei ghetti e dei micro-conflitti "razziali" (all'ordine del giorno nel resto d'Europa, specie in Italia); un pretesto che sa molto di comodo escamotage per liberarsi di presenze sempre più ingombranti. Alla faccia della Ue.

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