Comandano loro

L'imam di Pisa: "Referendum contro la moschea? Presa in giro, incostituzionale"

Il capo della comunità islamica, amico del sindaco Filippeschi, accusa chi raccoglie firme contro il luogo di culto, invocando il rispetto della Costituzione

Fabio Montoli
L'imam di Pisa: "Referendum contro la moschea? Una presa in giro, incostituzionale"

Il sindaco di Pisa con l'imam Khalil

Vanno così a braccetto il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e l'imam della città, Mohammed Khalil, che è stato perfino invitato a parlare alla festa de L'Unità di Riglione, quartiere della periferia pisana.

Ed è proprio sul palco della festa che il capo della comunità islamica della città ha detto, senza mezzi termini, che per lui "il referendum consultivo che sarà indetto grazie alla volontà di 2.620 residenti, a sostegno del no alla moschea - queste le sue parole - va contro la Costituzione".

Mohammed Khalil ha proseguito lanciando pesanti accuse: "Per quanto riguarda la religione musulmana lo Stato italiano è assente, non sta facendo il suo dovere. Lo Stato non può continuare a ignorarci". Lo dice fingendo di non sapere che i rappresentanti islamici in Italia, secondo quanto sancito dal comma 3 dello stesso articolo 8 della Carta, non hanno ancora siglato un patto con quello stesso Stato che lui accusa di non fare abbastanza.

D'altronde era stato proprio il suo fido amico Filippeschi, nei giorni scorsi, in un'intervista a Repubblica, a dichiarare che: "Chi si oppone alla costruzione di una Moschea è un po' fuori dal mondo", definendo le quasi tremila firme a sostegno del comitato contro la costruzione della moschea, "un'operazione strumentale".

A rispondere per le rime all'affermazione dello stesso Khalil che "il referendum è una presa in giro, va contro la Costituzione", è proprio il presidente del comitato "No moschea" Luca Cuccu: "Dicendo che lo Stato è assente, l'imam mente spudoratamente. Che ci dice della consulta Islamica voluta da Pisanu? E del comitato per l'Islam italiano di Maroni? La verità è che lo Stato ci ha provato, ma l'Islam è litigioso, e questo è l'unico motivo per cui è l'unica religione a non aver siglato un'intesa. Spetta all'Islam - prosegue Cuccu - darsi una rappresentanza unitaria e porsi di fronte allo Stato italiano come un unico interlocutore e poi lavorare ad un patto d'intesa come previsto dalla Costituzione.

Chiude con una stoccatina il Presidente del comitato per il NO: "L'imam dice che il referendum è una presa in giro? Bene, lo aspetto per portarlo dalle 2.600 persone che hanno firmato per dirglielo in faccia. Entro tre mesi, come previsto dalla legge italiana".

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