E LA CHIAMANO RIPRESA

Moda e tessile, dal 2007 oltre 40 mila negozi hanno chiuso i battenti

L'appello della presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise: "Il commercio continua a soffrire, servono misure vere"

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Elena Salvarezza

Elena Salvarezza

Chi è Elena Salvarezza?
Giornalista pubblicista, con una laurea in Design della Moda incorniciata, porta avanti collaborazioni con testate on-line. Orgogliosamente comasca, è cresciuta a pane, cross della Juve e libri della Fallaci.
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Moda e tessile, dal 2007 oltre 40 mila negozi hanno chiuso i battenti

Foto ANSA

Si inasprisce la crisi dei negozi. Moda, calzature e tessile in cima alla classifica delle tipologie di impresa più colpite dalle chiusure. E' uno scenario funesto quello presentato dall'Osservatorio Confesercenti, che rivela un vero e proprio record nella scomparsa di imprese.

Dal 2007 ad oggi, l'Industria italiana del tessile-moda conta ben 40 mila imprese in meno. Chiudono le saracinesche anche i negozi di ferramenta e materiali per costruzioni (-9,8 mila) e di giornali (-3,9 mila). Come fare a supportare il commercio per approntare una strategia futura? In che modo intercettare i cambiamenti in atto nel modo di acquistare? Sono tante le domande a cui si cerca di trovare una risposta.

"Mentre il dinamismo del settore turistico e dei pubblici esercizi è evidente, il commercio continua a soffrire, schiacciato da una parte da una ripresa della spesa delle famiglie che tarda ad arrivare, ma anche da un trasferimento delle quote di mercato dai piccoli alla grande distribuzione organizzata, dovuto in primo luogo alla liberalizzazione, insostenibile per le imprese familiari, e che deve essere ripensata". È quanto afferma la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, che lancia l’ennesimo allarme contro la crisi e la riduzione dei negozi. 

"Incide chiaramente - ha continuato -, anche l'evoluzione tecnologica, come dimostra l'aumento di negozi web e di imprese che si occupano di distribuzione commerciale tramite vending machine". "Ma la ripresa del commercio - ha fatto infine appello De Luise - deve passare attraverso il sostegno dell'innovazione: più che di sanzioni per la mancanza del Pos, servono misure vere inserite nel quadro di Impresa 4.0, che permettano di modernizzare l'intero settore". 

L'indagine condotta da Confesercenti elabora una situazione di gran lunga differente per quanto concerne le attività legate al settore turistico, dove si assiste ad una forte crescita. Sempre negli ultimi dieci anni, sono infatti aumentate del 16,8% le attività alberghiere e della ristorazione. Influenza positiva sui valori economici anche per le altre attività ricettive, con un incremento pari al 14,9%. Lo studio segnala inoltre l'aumento del numero di tabaccherie (4,7 mila attività in più), dei negozi di informatica e telecomunicazioni (+2,2 mila) e, soprattutto, del numero di imprese di commercio porta a porta, online, e vending machine, con una crescita dell'82,5% e pari a 18 mila aperture d'esercizio.

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