Germania, elezioni regionali in Sassonia e Brandeburgo: stravince l’AfD

“Elezioni della rabbia”: ora Berlino si spaventa sul serio

Ieri con urne chiuse alle 18, stando agli exit-poll (piuttosto attendibili), il voto di più di cinque milioni di tedeschi ha premiato il movimento sovranista ed euroscettico di Alexander Gauland con un sonante 27 per cento. Ora sono guai per la Merkel e per il Cdu-Csu nella formazione dei due regionali dei due importanti Lander dell’ex DDR

Giuseppe Brienza
“Elezioni della rabbia”: ora Berlino si spaventa sul serio

Si sono tenute ieri, domenica 1° settembre, le elezioni regionali in Sassonia e Brandeburgo, importanti Länder - due dei sedici Stati federati della Germania - dell’ex Repubblica Democratica dell’Est (la DDR socialista, per intenderci). L’esito delle “elezioni della rabbia” (così sono state definite dai grandi media), secondo gli exit-poll che sono piuttosto attendibili in questo Paese, fa registrare un vero e proprio crollo del partito della Cancelliera Angela Merkel e dei socialdemocratici dell’Spd, che formano la c.d. Grosse Koalition attualmente al governo a Berlino. Netta la vittoria del movimento sovranista ed euroscettico Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, abbreviato AfD), il cui leader Alexander Gauland si è dichiarato molto soddisfatto dei risultati che ha interpretato come una ulteriore dimostrazione dello scontento popolare nei confronti dell’operato del governo Merkel, soprattutto in campo economico e nelle politiche dell'immigrazione.

Il voto, che ha riguardato più di cinque milioni di elettori (i dati sull'affluenza sono stati del 60% di votanti nel Brandeburgo e del 65% in Sassonia), ha generato un piccolo tsunami politico a Berlino. Al centro delle preoccupazioni dell’apparato eurocratico nazionale ed estero c’è infatti l’ulteriore performance dell’AfD, movimento dato tra il 20 e il 24 per cento nei sondaggi della vigilia, che ha ottenuto invece quasi un voto su tre degli elettori in entrambi i Länder.


Secondo i dati degli exit-poll pubblicati ieri sera dal primo canale pubblico tedesco “Ard”, i Cristiano-democratici (Cdu) della cancelliera Merkel hanno registrato un calo di 7,4 punti percentuali
, confermandosi ancora il primo partito con il 32% dei voti, ma tallonati ormai dai populisti che arrivano al 27,5% con un aumento di 17,8 punti. Il partito dell’estrema sinistra Die Linke si ferma al 10% mentre i verdi (Grunen), sostenuti dai grandi media, non sfondano attestandosi al 9%. Disfatta per i liberali dell’Fdp, con una percentuale del 4,8%, che li pone al di sotto della soglia di sbarramento.


La consultazione, che arriva a trent’anni esatti dall’abbattimento del Muro di Berlino, ha scontato una campagna di demonizzazione e contrasto dell'AfD che non ha quasi precedenti. Oltre alla manifestazione di piazza pompata dai media e tenutasi a Dresda una settimana prima del voto, ha visto persino il coinvolgimento del presidente della Repubblica, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier. Alla vigilia delle urne, infatti, nel corso di una solenne cerimonia a Palazzo Bellevue, il capo dello Stato tedesco pur non citando direttamente il movimento sovranista AfD, ne ha disincentivato il voto con un vero e proprio appello, la cui conclusione è stata piuttosto esplicita: “Non dovete spingere questo Paese a dividersi - ha detto Steinmeier -: questa è la responsabilità cui deve pensare chiunque quando entrerà nel seggio elettorale”.


Dato che nessuna delle forze politiche “tradizionali” intende dialogare e tanto meno allearsi con la destra sovranista, probabilmente al governo nazionale di Berlino non accadrà per ora nulla. Tuttavia, i continui e crescenti exploit elettorali dell’AfD stanno imponendo ormai le istanze di questo movimento nell’agenda politica nazionale. Quello che finora era dipinto come un fenomeno di protesta temporaneo si va infatti consolidando come un elemento di rappresentatività duraturo e non più legato alla sola emergenza migratoria. Se l'influenza dell'AfD potrà ancora essere contenuta a livello nazionale e arginata nella formazione anche dei governi regionali della Sassonia e del Brandeburgo, la sua presenza ormai rilevante in sempre più assemblee locali impone un vero e proprio sconvolgimento delle vecchie alleanze. Se come accaduto in Spagna con VOX si arriverà finalmente ad una “prova sul campo” anche del partito di Gauland, in caso di buoni esiti, l'accreditamento sui territori dell'AfD potrebbe avere effetti davvero importanti sul medio periodo.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Elezioni in Russia dopo le proteste, Putin ha votato a Mosca
"Non conosco il candidato scelto, spero sia persona decente"

Elezioni in Russia dopo le proteste, Putin ha votato a Mosca

L’asse Roma-Bruxelles: governare senza i voti
Nuova Commissione: l’Europa socialista è servita!

L’asse Roma-Bruxelles: governare senza i voti

L'Isis? Sorpresa, c'è ancora
allarme in afghanistan

L'Isis? Sorpresa, c'è ancora

Brexit, si dimette il ministro del Lavoro
è scontro interno al governo

Brexit, si dimette il ministro del Lavoro


MC S.R.L.
sede legale: viale Vittorio Emanuele II, 23 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU