intervistata da la stampa

Ue, neanche la Bonino ci crede più?

L'ex-ministro, segato dal Governo Renzi, ritiene "inevitabile che la ripartenza del progetto europeo di cui parla il Premier rimanga ai margini, o sia ulteriormente ritardata". Unione Europea addio?

Alfredo Lissoni
Ue, neanche la Bonino ci crede più?

Sulla Ue anche la Bonino comincia ad avanzare delle perlessità, lei che è sempre stata un'europeista convinta, lei che nel 2011 aveva caricato a testa bassa il Governo Berlusconi, dopo che il ministro dell'Interno Maroni aveva dichiarato pubblicamente che "non aveva senso rimanere nell'Unione", lei che sempre in quelle ore aveva scritto (imprudentemente, la storia l'ha smentita): "Cosa vuol dire uscire dall’Europa? Uscire dall’Euro? Dal mercato unico? Dalla politica agricola comune? Dai benefici dei fondi strutturali? Finora l’interesse nazionale ha sempre coinciso con l’interesse europeo e l’Unione è tuttora il caposaldo della presenza italiana sulla scena internazionale".


Adesso, più che scettica, appare delusa. Parla di Ue "trattata come un robivecchi" dagli Stati Nazionali e, in un'intervista alla Stampa sottolinea che "ripartire dal vertice di Ventotene per rilanciare il progetto europeo non sarà facile". "In Francia e in Germania si vota e in Italia c'è il referendum, e questo non mi sembra un periodo in cui le spinte all'integrazione federalista europea siano particolarmente popolari. Temo sia inevitabile che la ripartenza del progetto europeo di cui parla Renzi rimanga ai margini, o sia ulteriormente ritardata ma l'importante è che non venga archiviata come un robivecchi, e rimanga l'obiettivo per cui lavorare", dichiara. Ma con queste premesse sarà dura. Emma Bonnino semra alquanto sfiduciata. Che stia cominciando a vedere la luce?


Ammette poi che sia difficile che al vertice si discuta di burka, burkini e dell'integrazione. Secondo l'ex ministro del Governo Letta (poi accantonata da Renzi, che le ha preferito la Mogherini; la segreteria PD spiegò l'accaduto con una valutazione negativa sul suo operato) la cancelliera Angela Merkel "ha ragione quando dice che bisogna regolamentare l'uso del burqa nei luoghi pubblici", ma il burkini è altra cosa. "In Italia una legge che impedisce di circolare col volto coperto è stata varata negli anni del terrorismo. Non è una questione religiosa". Col burkini si è identificabili, quindi "come impedirne l'uso?".


Sugli scenari internazionali Emma Bonino ha poi precisato che "la Libia è un problema enorme che dimostra come le capitali europee abbiano e perseguano interessi diversi. La Francia è più vicina a Tobruk, e dunque all'Egitto e agli Emirati Arabi; altri sono più vicini al governo nazionale. Aggiungiamo che negli ultimi anni nel Mediterraneo sono nati Stati e sono emerse aree geografiche con obiettivi contrastanti. Aggiungiamo che le monarchie del Golfo sono contro i Fratelli musulmani per questioni non certo religiose ma di predominio economico. In Siria c'è una vastissima coalizione in cui ognuno segue obiettivi e strade proprie. Insomma, è un groviglio di cui non si vede neanche un'ipotesi di soluzione". E "per ora non c'è possibilità di soluzione, anche in Europa, visto che tutto è affidato agli Stati nazionali che non mettono in comune neanche le liste dei sospettati".

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