Vibo al collasso dopo lo sbarco dei 1800 immigrati

Antonio Pisera
Vibo  al collasso dopo lo sbarco dei 1800 immigrati

L'immigrazione degli ultimi giorni nel nostro meridione ha raggiunto cifre socialmente, politicamente e soprattutto umanamente inammissibili, un vero è proprio tsunami ha colpito i nostri porti. Nel solo Porto di Vibo Marina sono state 'accolte' nell'ultimo sbarco 1800 persone (è naturalmente da virgolettare il concetto di 'accoglienza' che, nella fattispecie, manca di requisiti fondamentali). La decisione infondata, dettata da incapacità analitica delle più banali considerazioni - anche solo - antropologiche, ha messo evidentemente a dura prova Forze dell’Ordine, SUEM, Protezione Civile e volontariato, senza considerare l'insostenibile esame cui è stata sottoposta la Questura di Vibo Valentia: saranno inevitabilmente sproporzionate ed insostenibili le opzioni di gestione, quanto a sicurezza, materia igienico sanitaria, o semplicemente relativa alla stoltezza burocratica, pur sempre da adempiere. Il buonismo strabico incapace di focalizzare tanto la stessa dignità dei clandestini, quanto i necessari connotati umani e professionali di chi 'accoglie' (turni massacranti di lavoro, revisioni continue e costanti della distribuzione delle unità all'interno degli uffici preposti -sono stati chiusi, per esempio, interi settori di competenza della Questura stessa -...), non produce altro che gravità ed assoluto impedimento risolutivo, sotto ogni aspetto. Il Rimorchiatore ASSO 29, per dar un unico dettaglio atto a dimostrare la pericolosissima inefficacia di quanto stia accadendo, non aveva a bordo alcun medico, se non all'arrivo al porto, fornito dalla ASL locale. Il Dottore ha dovuto necessariamente ed immediatamente garantire le validità condizioni di sbarco, assumendo egli stesso la responsabilità in assenza - dato già di per sé estremamente grave - del Medico di bordo. C'è da chiedersi, senza nulla togliere alla sua indiscussa professionalità, come possa aver realizzato la certezza che i requisiti igienico sanitari di 1800 persone fossero compatibili con la definizione di disposizione allo sbarco. D'altro canto non c'era alternativa, se non la palese, per quanto parziale, rinuncia al tema ippocrateo: i casi di denutrizione e tubercolosi (debellata negli anni Ottanta, recentemente ricomparsa ed ultimamente cresciuta del 50%), avrebbero potuto ostruire la concessione, ma, a quel punto, si sarebbe snaturata ogni forma didi sensibilità umana. Inutile andare a calcolare scientificamente il rischio epidemiologico per immigrati e personale d'accoglienza, non essendo prevista - peraltro - alcuna forma di profilassi preventiva. Sul tema, quanto prima, ci esporremo, attraverso l'intervento dei nostri parlamentari, che si imponga un protocollo sanitario per la tutela degli operatori e delle loro famiglie. È evidente che l'immigrazione intesa come obiettivo, in assenza totale di coscienzosa e scientificamente corretta analisi del sedicente progetto socio - umanitario, carica spaventosamente la sostanza tipicamente clinica della questione: le massicce dosi di antibiotici inevitabilmente somministrati, in alcuni casi non fa che fornire al ceppo batterico migliori ragioni per fortificarsi e porre resistenza. È insito che guanti in lattice e mascherine altro non non siano che un'ipocrita, ingannevole precauzione. È bello che il Presidente del CSV faccia appello all'ennesima potenza d'umanità... L'umanità, tuttavia, ha il presupposto di intelligenza sensibile, di etica, di sana ed onesta capacità di analisi, ben lungi dall'imprinting torbido e affaristico assunto da associazioni e cooperative, assolutamente incompatibile con ogni forma di attenzione all'essere umano 'in primis' come persona. Lo stesso volontariato sarebbe altresì impegnato, con totale abbattimento di rischi, nelle necessità della propria terra, nei confronti, ad esempio, degli anziani, evidentemente abbandonati a se stessi, ai quali, peraltro, si deve tutto, dalla storicità, al contemporaneo senso del benessere. Non tutti, davanti alla guerra - sempre che da questo nasca il problema dell'immigrazione nella propria totalità -, hanno scelto la fuga... Nel nostro territorio alcuni paesi, basti citare Briatco, sono all'esasperazione. Il problema rilevante anche dal punto di vista finanziario: il deciso incremento dei flussi e delle presenze ha portato ad uno stanziamento di 4,6 miliardi (3,6 miliardi nel 2016). Doppierà persino quanto stanziato per i terremotati. Infatti, la somma di 1,2 miliardi per i poveri e di 600 milioni per la ricostruzione pubblica e privata delle aree colpite dal terremoto ammonta ad 1 mld e 800 mln per tutto il 2017. Cifre indisponibili, naturalmente ed occasione per immaginare ulteriori tagli ai servizi ed aumenti di tasse. La fame del mostro gigantesco cresce, dunque, in modo direttamente proporzionale all'incapacità a domarlo, che, aggravata dalla sleale teoria dell'accoglienza, lo costringerà a divorare la cittadinanza. E non sarebbe tanto grave se si trattasse solo di fagocitarla: il rischio è che per saziarsi sarà sufficiente ingoiarne la dignità.

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