TRITACARNE MEDIATICO

Conte: “Salvini ha una vita per fare il Premier, non ora.” E con Di Maio accerchiano Siri

“Mi stanno usando come carne da macello”, aveva accusato Armando Siri. Salvini però tiene il punto: “Persona pulita, onesta, corretta”

Andrea Lorusso
Siri difende la sovranità del debito

Foto da Facebook



Di Maio continua ad infierire sul Sottosegretario Armando Siri, dicendo che non è la Lega, non la politica, a dovere affermare l’innocenza di un uomo. Vero diremmo noi, ma non è nemmeno il M5S a doverne consacrare una colpevolezza a prescindere, senza che vi sia stato un dibattimento giudiziario. Di più, senza una condanna neanche di primo grado. Di più, senza nemmeno un rinvio a giudizio.

Il Senatore Armando Siri è solamente indagato, a causa di alcune intercettazioni telefoniche terze, in cui si parlava di lui. Ed il suo fascicolo, per competenza, dalla Procura di Palermo è stato trasferito a Roma. La montagna ha partorito il topolino si direbbe, non però nella recrudescenza forcaiola di un Movimento 5 Stelle in balia delle difficoltà elettorali, con il fiato sul collo del PD per la seconda posizione nel Paese, e con un tracollo dei consensi rispetto al 04 Marzo scorso.

Non solo, ma il Ministro più estemporaneo e stralunato della storia, al secolo Danilo Toninelli, mal digeriva da tempo la figura troppo ingombrante di Armando Siri al suo dicastero dei Trasporti. Siri che abbonda di visione e preparazione, che affrontava tutti i dossier caldi con lungimiranza politica e con chirurgia tecnica, adombrava troppo Toninelli, tanto da far supporre fosse lo stesso Siri – ad interim – a gestire il tutto.

Quale più ghiotta occasione di una valanga di fango per affilare i coltelli e detronizzare l’avversario? Il ritiro delle deleghe è stata una mossa scortese, scorretta, livorosa, figlia della mediocrazia imperante, sleale perché monocratica e senza interpellare il diretto interessato, il Premier e gli alleati. Di Maio è stato ancora più caustico: “Sarebbe opportuno che la Lega mettesse Siri in panchina per un po’. Dunque abbiamo sterilizzato il suo operato.” Evidentemente era un coniglio troppo fecondo per gli standard del dormiente Toninelli.

Conte fa il verso: “È necessario dare importanza all’etica pubblica. Parlerò con Siri per avere altri elementi di valutazione nel rispetto dei diritti dell’interessato.” E tende a ridimensionare il Carroccio: “Salvini ha una vita davanti a sé per fare il Premier, se e quando si creeranno le condizioni. Non in questa legislatura.”

A chiudere la querelle è lo stesso Siri, che ha dovuto masticare per la prima volta la violenza inaudita del sistema: “È una roba folle... Non pensavo che fare politica fosse così pericoloso. Io non so nulla di questa storia. Mi sento come se mi avessero battuto un badile sulla faccia. Quello che so è che non ho mai preso un soldo da nessuno. Sono tranquillissimo. Sono da poco in politica ma sto imparando sulla mia pelle che ci vuole un pelo sullo stomaco grande così. Ci vuole una freddezza assoluta per evitare che i rapporti umani vengano spazzati via in pochi istanti. Non mi aspettavo questa reazione. È stato spezzato, ripeto, un rapporto umano. I 5Stelle mi usano come carne da macello.”

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