Rivendicazione dei tagliagole

Strage di Berlino: il terrorista è pakistano richiedente asilo, i morti salgono a 12

Accurate istruzioni per l'impiego di tir come "arma mortale contro i crociati" contenute nel numero di novembre del magazine dell'Isis, suggerendo i bersagli

Redazione
Strage di Berlino: il terrorista è pakistano richiedente asilo, i morti salgono a 12

È salito a 12 il numero delle vittime dell'attacco terroristico a un mercatino di Natale di Berlino: due delle 50 vittime sono infatti decedute nella notte, dopo che il tir con targa polacca è stato lanciato sulla folla tra le bancarelle. Le autorità tedesche hanno confermato questa mattina che altre 48 persone sono ricoverate in ospedale, alcune con ferite gravi. La polizia non ha dubbi: il mezzo pesante è stato deliberatamente spinto a tutta velocità in mezzo al mercatino, con la volontà precisa di compiere una strage così com'è accaduto. Il terrorista alla guida è stato arrestato: si tratta di un cittadino pakistano, arrivato in Germania come clandestino nel mese di febbraio 2016 e, grazie alla politica delle porte aperte attuata dalla cancelliera Merkel, registrato nel paese come richiedente asilo viveva in un centro di accoglienza. Era noto alla polizia per reati minori ma non in relazione ad attività terroristiche.

Intorno alle 4 di questa mattina, unità speciali della polizia hanno fatto irruzione in un hangar dell'ex aeroporto di Tempelhof, a Berlino, dove da un anno è stato allestito un grande campo che accoglie gli immigrati clandestini, al fine di individuare eventuali complici del richiedente asilo pakistano, che ha 23 anni. L'uomo, che avrebbe utilizzato diverse identità facendosi passare di volta in volta come cittadino del Pakistan o dell'Afghanistan, sarebbe arrivato in Germania seguendo la rotta balcanica. Dalle tracce satellitari dei movimenti risulta che per quasi 4 ore, nel pomeriggio di ieri, qualcuno a bordo del tir accese e spense più volte il veicolo come se stesse cercando di capire come farlo muovere. "Era come se qualcuno lo accendesse e spegnesse cercando di farlo andare", ha raccontato un dipendente della ditta di autotrasporti.

Il manager della compagnia alla quale apparteneva il camion, Lukasz Wasik, ha detto che il conducente del mezzo aveva 37 anni e stava trasportando acciaio prodotto dalla Thyssen dall'Italia a Berlino. La polizia presume che l'attentatore abbia preso possesso del veicolo durante il percorso, sequestrandolo. Il proprietario della compagnia di trasporti, Ariel Zurawski, ha spiegato che al volante ci sarebbe dovuto essere suo cugino, con il quale però non era più riuscito a mettersi in contatto dopo le 16. "Non può essere il mio autista, gli deve essere successo qualcosa... sono sotto choc", ha affermato. L'uomo trovato dentro morto dentro il camion è stato identificato come un cittadino polacco e dovrebbe trattarsi proprio del dipendente della ditta. Il pakistano che era invece alla guida è stato arrestato a circa due chilometri dal luogo dell'attacco, dopo che testimoni lo avevano visto fuggire dal camion.

Accurate istruzioni per l'impiego di tir come "arma mortale contro i crociati" erano contenute nel numero di novembre del magazine dell'Isis Roumiyah. Pochi, si legge sulla rivista diffusa in più lingue, "comprendono la mortale capacità dei veicoli a motore di fare un gran numero di vittime se usati nella maniera giusta, come dimostrato a Nizza dall'attacco lanciato dal fratello Mohamed Lahouaiej Bouhel che ha ucciso 86 crociati ferendone altri 434". I veicoli, prosegue il magazine, "sono come coltelli estremamente facili da acquistare, ma diversamente dai coltelli, non fanno sorgere sospetti perché diffusi in tutto il mondo. Per questo sono uno dei metodi più efficaci di attacco e danno la possibilità di provocare terrore per chiunque sia in grado di guidare". Roumiyah suggerisce anche i bersagli: strade affollate, celebrazioni, mercati all'aperto, festival, parate, raduni politici.

L'attentato di Berlino sarebbe stato rivendicato dall'Isis, come ha affermato nella notte su Twitter la Pmu, la coalizione delle milizie irachene che combattono il califfato. La Pmu ha spiegato di aver letto la rivendicazione su uno dei canali on line dell'Isis, dopo di che la notizia è stata rilanciata da diversi media, dall'Washington Times al Sun. Sempre nella notte, la polizia di Berlino ha chiesto con un tweet a tutti i cittadini di trasmettere alle autorità competenti tutte le fotografie o i video in loro possesso che potrebbero risultare utili all'indagine sulla strage nella capitale tedesca; allo scopo è stato allestito un portale al quale inviare eventuali dati video. La polizia ha chiesto inoltre di non pubblicare sui social network immagini o video che possano violare la privacy delle vittime.

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